Cronaca

In tre anni è boom di auto elettriche. Ma ancora troppe anziane inquinanti

Il report annuale dell’Aci: sono oltre 878mila i mezzi circolanti nel Bresciano, 53mila in più rispetto al 20222
Elio Montanari
In tre anni più 150% per le auto elettriche
In tre anni più 150% per le auto elettriche

Nonostante i venti di crisi, le trasformazioni del mercato e una sensibilità ambientale che si fa strada con forza crescente, la provincia di Brescia conferma una verità inconfutabile: l’automobile resta il baricentro insostituibile della mobilità locale. Il parco circolante bresciano non si ferma, anzi, accelera, arrivando a sfiorare numeri che raccontano molto più di semplici statistiche stradali.

Alla fine del 2025, la quota ha toccato l’impressionante cifra di 878.312 autovetture, segnando un solco profondo rispetto al passato recente: sono ben 53.406 i veicoli in più rispetto al 2022, per un incremento netto del 6,5%. Per dare una dimensione reale a questa marea di lamiera e tecnologia, basta guardare la media provinciale: oggi circolano 691 auto ogni 1.000 abitanti. Se poi stringiamo l’obiettivo sulla popolazione adulta, quella che effettivamente stringe il volante tra le mani, il dato diventa ancora più emblematico: 816 automobili per ogni 1.000 residenti con più di 18 anni. In pratica, quasi ogni adulto bresciano possiede un mezzo proprio. È questa la fotografia scattata dall’Automobile Club d’Italia a dicembre 2025, un’istantanea che ci restituisce un territorio in perenne movimento.

Ricambio

Ma cosa c’è sotto il cofano di questa flotta immensa? La vera notizia risiede nella mutazione genetica del parco auto. Le vetture Euro 6, le più moderne tra le motorizzazioni termiche, hanno ormai conquistato la leadership assoluta: sono quasi 429 mila, arrivando a rappresentare il 48,8% del totale. Se a questo esercito di motori di ultima generazione sommiamo le 11.563 pioniere spinte esclusivamente dall’energia elettrica (l’1,3% del totale), emerge un dato politico e sociale rilevante: oltre la metà delle autovetture bresciane è oggi «virtuosa», appartenendo alla classe Euro 6 o a quella a zero emissioni locali.

Tuttavia, il ricambio generazionale non è un colpo di spugna immediato, ma un processo stratificato. Sulle nostre strade resistono infatti oltre 148 mila vetture Euro 5 (16,9%) e circa 150 mila classificate come Euro 4 (17,2%). La sfida ambientale, però, si gioca sulla coda della classifica: l’impatto dei veicoli più inquinanti (da Euro 0 a Euro 3) resta tutt’altro che trascurabile.

Ancora troppe auto inquinanti in circolazione
Ancora troppe auto inquinanti in circolazione

A fine 2025, sono ancora oltre 138 mila le auto anziane in circolazione, quasi il 16% del parco complessivo. Eppure, il vento è cambiato: nel 2022 questa quota sfiorava il 20%, con oltre 162 mila unità. In soli tre anni, il saldo netto per le classi più inquinanti è crollato di quasi 24 mila unità (-14,7%). Una ritirata che coinvolge anche le Euro 4 (-16,5%) e le Euro 5 (-9,2%), a dimostrazione che il bresciano, quando decide di cambiare, punta decisamente verso l’alto.

La crescita

Il vero protagonista del triennio è però il salto tecnologico delle Euro 6, passate da 313 mila a 429 mila unità (+36,8%). Una sostituzione di massa che spiega gran parte della crescita del parco veicolare. Accanto a questo, brilla la crescita esponenziale dell’elettrico puro: dalle poche migliaia di fine 2022 (4.662) si è passati alle attuali 11.563, con un incremento record del 148% in trentasei mesi. Nonostante l’avanzata delle nuove tecnologie, il legame con i carburanti tradizionali resta solido. Benzina e gasolio alimentano ancora oltre 697 mila automobili (il 79,4% del totale). Interessante notare il sorpasso della benzina (42,7%) sul diesel (36,7%), segno di una progressiva disaffezione per il gasolio nelle percorrenze urbane e private.

Le alimentazioni alternative sono però la vera «nuova frontiera»: 181 mila vetture (il 20,6%) viaggiano oggi con sistemi diversi. Tra queste, la parte del leone la fanno le bifuel benzina-Gpl (oltre 72 mila), tallonate dalle ibride a benzina che, con quasi 68 mila unità, rappresentano la vera tendenza del momento. Più timide le ibride a gasolio (1,5%), le elettriche (1,3%) e il metano, che tra versioni mono e bifuel scivola sotto il 2% complessivo, vittima probabilmente dell’instabilità dei prezzi e della riduzione dei punti di rifornimento. In questo scenario che corre rapido verso il futuro, colpisce la resilienza della benzina «pura», che negli ultimi tre anni ha guadagnato addirittura 8 mila nuovi fedelissimi. È un segnale che il fascino (o la praticità) del motore a scoppio tradizionale non tramonta, specialmente tra le oltre 46 mila vetture che «non conoscono l’Euro»: auto d’epoca o vecchi cavalli di battaglia che i proprietari conservano con una cura che spesso trascende l’economia per sfociare nell’affetto.

Futuro

Mentre la provincia si gode questo nuovo equilibrio tra modernità e tradizione, l’orizzonte normativo si prepara a un nuovo scossone. Si parla già dell’entrata in vigore dell’Euro 7, prevista per fine 2026 per i nuovi modelli e per il 2027 per tutte le immatricolazioni. Sarà l’ennesimo banco di prova per un territorio che ha dimostrato, dati alla mano, di saper rinnovare la propria voglia di libertà su quattro ruote. Staremo a vedere se il motore bresciano continuerà a girare così forte.

Situazione nazionale

Analizzando i dati nazionali, e distinguendole secondo la classe euro, nel 2024, la classe più rappresentata è la Euro 6 (39% circa), seguita dalla Euro 0-3 (24% circa) e dalla Euro 4 (21% circa); con il 16% del totale per classe euro 5. Rimane, quindi, alto lo zoccolo duro, costituito dalle autovetture di euro 0-3, che rappresenta ancora una vettura su quattro del parco autovetture; modelli che hanno almeno 19 anni. Il rapporto autovetture/popolazione, escludendo il Trentino-Alto Adige Valle d’Aosta, dove per effetto della tassazione favorevole sono state immatricolate negli ultimi anni moltissimi veicoli intestate a società di noleggio, la regione con il valore dell’indice più alto è l’Umbria, con 773 autovetture ogni 1.000 abitanti, mentre la media nazionale risulta pari a 701 autovetture ogni 1.000 abitanti.

Analizzando le prime immatricolazioni di autovetture secondo l’alimentazione, si evidenza l’esplosione delle alimentazioni ecologiche (ibride ed elettriche) che si è avuta negli anni dal 2015 al 2021.
Nel 2022 le vetture elettriche hanno segnato leggermente il passo, mentre le ibride hanno consolidato la posizione, diventando di fatto l’alimentazione più numerosa in termini assoluti. Negli ultimi due anni si è avuta una ripresa dell’alimentazione elettrica, ma, soprattutto, un ulteriore balzo in avanti delle autovetture ibride.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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