A Ceto i «segni» come progetto di rinascita pensando all’ambiente

L’ex area industriale Nk diventerà un sito dedicato alle incisioni rupestri
I graffiti preistorici nelle Foppe di Nadro a Ceto
I graffiti preistorici nelle Foppe di Nadro a Ceto

La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo. Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.

Ceto è un piccolo comune di montagna che prova a guardare avanti mantenendo le proprie radici, ma pensando e progettando in grande.

Le incisioni rupestri

L’intervento più ambizioso è senza dubbio «Imago. Valle dei Segni», destinato a segnare una svolta con la trasformazione dell’ex area industriale Nk in un hub culturale innovativo dedicato alle incisioni rupestri camune. Con il coinvolgimento dell’archistar Michele De Lucchi e di un comitato scientifico di alto profilo, l’obiettivo è creare un polo capace di attrarre turismo e ricerca, collegato direttamente al sito archeologico delle Foppe di Nadro. Un progetto che guarda oltre i confini comunali e punta a rilanciare l’intero territorio camuno. Accanto alla visione culturale, Ceto investe da sempre molto nella sicurezza e nella vivibilità, a partire dalla messa in sicurezza del territorio, uno dei più fragili della Vallecamonica.

Ingenti risorse vengono infatti investite nella sistemazione dei corsi d’acqua e, soprattutto, sull’area montana della Val Paghera, una delle più belle della zona ma con noti problemi di accesso e di dissesto. In parallelo lavora sulla riqualificazione urbana, con nuovi spazi pubblici e sedi per le associazioni, rafforzando il tessuto sociale.

Grande attenzione è riservata anche alle famiglie e ai giovani: servizi scolastici gratuiti, doposcuola, attività estive e supporto educativo rappresentano un valore aggiunto raro nei piccoli centri montani, anche per contrastare lo spopolamento. Grande attenzione è riservata anche alla riserva naturale e culturale dei graffiti rupestri e al suo museo di Nadro, cuore della vita culturale del paese. «Tra grandi progetti, come Imago, e interventi concreti, finanziati per la maggior parte con finanziamenti esterni, a partire dai fondi Odi – afferma il sindaco Marina Lanzetti – Ceto dimostra che anche nei piccoli paesi è possibile costruire qualità della vita».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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