La sfida di Bovezzo: crescere vicino a Brescia senza perdere identità

La sindaca Ghidoni illustra la ricetta per l'hinterland: asilo nido da 50 posti, potenziamento dei servizi per la terza età e svolta green nei rifiuti per mantenere viva la coesione sociale
Barbara Fenotti
Una veduta di Bovezzo © www.giornaledibrescia.it
Una veduta di Bovezzo © www.giornaledibrescia.it

La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo. Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.

Essere a pochi minuti da Brescia è un vantaggio, ma anche una sfida: crescere senza perdere la propria identità. Bovezzo prova a farlo puntando su servizi, ambiente e relazioni, cercando un equilibrio tra sviluppo e qualità della vita. Una strada che passa dalla scuola, dal sociale, dalla mobilità e da una comunità che continua a restare attiva.

I dati

Per la sindaca Sara Ghidoni il punto di partenza è proprio la coesione sociale: «Per un Comune come il nostro è fondamentale. È fatta di vita di comunità, associazioni, volontariato e di una sorta di patto tra ente pubblico, istituzioni, aziende e cittadini».

La sindaca di Bovezzo, Sara Ghidoni © www.giornaledibrescia.it
La sindaca di Bovezzo, Sara Ghidoni © www.giornaledibrescia.it

A sostenerla ci sono anche alcuni segnali positivi. Il saldo della popolazione è in crescita, grazie all’arrivo di nuovi residenti italiani e stranieri, tra cui molte donne impiegate nell’assistenza domiciliare agli anziani.

Anche la natalità, dopo cinque anni di calo, ha dato un primo segnale di ripresa: dai 34 nati del record negativo si è passati a 41. In questa prospettiva si inserisce l’apertura, dal prossimo anno scolastico, del nuovo asilo nido comunale da 50 posti, pensato anche nell’ottica dei nidi gratis per le famiglie con Isee fino a 25mila euro e come aiuto concreto alla conciliazione tra lavoro e famiglia. La popolazione scolastica resta stabile, con 813 studenti, e il Comune continua a investire sul diritto allo studio, sulla scuola Passerini e sull’Istituto comprensivo.

Un altro fronte è quello degli anziani. Il centro diurno, dopo il Covid, è tornato quasi al completo e ha aumentato i posti a 40, con orari pensati per aiutare le famiglie anche nella fascia preserale. Il sogno, tra gli obiettivi prioritari, è realizzare case di residenzialità leggera per anziani non completamente autosufficienti ma ancora in grado di mantenere spazi di autonomia. Una possibile area di sviluppo è l’ex Passerini, dove potrebbe nascere un accordo pubblico-privato.

La vicinanza a Brescia resta un punto di forza ma impone anche di migliorare i collegamenti. Bovezzo ha aderito a BiciMia, servizio che sta dando buoni riscontri, e guarda alla ciclopedonale con Nave, Concesio e Caino come a un’infrastruttura utile per ridurre l’uso dell’auto.

La rete

Quasi tutto il territorio è coperto dalla banda larga, elemento ormai decisivo anche per lo smart working. Ambiente e mobilità sono altri indicatori centrali: il Comune punta ad ampliare il patrimonio arboreo.

Bovezzo, inserito nel Parco delle Colline, conta circa 1.300 alberi nella sola parte urbanizzata e prepara nuovi interventi, in particolare al parco Rampinelli. Sul fronte rifiuti i primi mesi di porta a porta hanno portato a una riduzione della produzione attorno al 10%. C’è poi il capitolo energia: il Comune lavora a un piano pluriennale per rinnovare e potenziare i pannelli fotovoltaici installati dal 2011.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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