La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo. Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.
Il futuro di Borno è legato, oggi come ieri, al monte Altissimo, sia in inverno sia in estate. Anche in questo periodo, l’attenzione è puntata sui lavori per la realizzazione della nuova cabinovia e del rifugio in quota, un intervento da 23 milioni di euro destinato a cambiare il volto della ski area.
L’impianto sarà pronto nell’estate 2027, con cabine da dieci posti, per una portata di 1.800 persone l’ora, collegamento dal piazzale alla vetta in 9-10 minuti e una stazione intermedia in località Plai. Un’opera pensata non solo per lo sci, ma anche per rendere l’Altissimo accessibile tutto l’anno, in particolare nella bella stagione, tanto per gli amanti della montagna e delle bike quanto per chi fatica a raggiungere l’alta quota.
Progetti
Ed è proprio qui che si gioca una parte della qualità della vita bornese, ovvero nella capacità di tenere insieme inverno ed estate, piste e sentieri, turismo e esigenze dei residenti. D’inverno Borno resta una località sciistica di riferimento, come dimostrano gli 85 mila primi ingressi della scorsa stagione, con un più dodici per cento rispetto al passato e più 60 di presenze e di fatturato dal 2022 a oggi, nonostante la scarsità di neve naturale.

Ma è nelle altre stagioni che il paese sta costruendo la sua seconda identità, tra passeggiate, mountain bike, rifugi, boschi, natura e paesaggio. L’Altopiano del Sole offre sentieri, malghe, rifugi e panorami, con percorsi adatti a famiglie, escursionisti e sportivi. Il Lago di Lova, a quota 1.300 metri, resta una delle mete simbolo, raggiungibile a piedi e frequentato per pic-nic, camminate e ristorazione, anche se negli ultimi anni le difficoltà di accesso hanno scontato qualche difficoltà.
La direzione intrapresa è quella di un turismo lento e sostenibile. Lo conferma, a esempio, anche il progetto cicloturistico «Dalla valle al cielo», che collegherà Piancogno, Malegno, Ossimo, Lozio e Borno con 45 chilometri di itinerari tra borghi alpini, vigneti, siti archeologici e paesaggi d’alta quota. Non nuove infrastrutture pesanti, ma segnaletica, cartellonistica e stazioni di ricarica per e-bike, per trasformare l’esistente in un prodotto turistico riconoscibile.
Appuntamenti
Borno, da sempre, vive anche di eventi, come la corsa Malegno-Borno, una delle cronoscalate più amate d’Italia, il palio di San Martino, la fiaccolata di San Fermo, la transumanza, le gare di corsa in montagna e gli appuntamenti natalizi. Il 22 agosto ci sarà la prima edizione della Borno Vertical, nuova prova che si inserisce in un calendario sportivo sempre più ricco di trail, trekking e arrampicata, mentre nell’ultimo fine settimana di maggio è stato ideato il Festival del bosco, con incontri, escursioni, forest bathing, yoga, laboratori e spettacoli per raccontare il bosco come luogo di benessere e cultura.
«La qualità della vita, a Borno, sta proprio in questa doppia dimensione - commenta il sindaco Matteo Rivadossi -: un paese che resta comunità, ma prova a diventare destinazione, un luogo che vive di silenzio, boschi e rifugi, ma sa accendersi con sport, eventi e grandi progetti».




