«Ringrazio la generosità dei giovani brasiliani che si sono battuti a difesa della democrazia» ha detto Lula a caldo, in una San Paolo già in festa. Dopo una rimonta epocale, l'ultima icona della sinistra mondiale ha surclassato al ballottaggio il candidato trumpiano Flavio Bolsonaro, confermandosi per la quarta volta presidente del Brasile. Tuttavia il figlio di Jair non ci sta e ha annunciato che chiederà l'annullamento del voto, a suo giudizio falsato dalla decisione del giudice di rinviare di due ore la chiusura dei seggi, misura richiesta anche da lui.
«È impossibile riconoscere il risultato di questo voto in queste condizioni. Chiederò l'annullamento del voto. Per la prima volta nella storia del Brasile un giudice ha allungato le operazioni di voto, ha cambiato le regole in corso» ha commentato concitato. Una posizione potenzialmente golpista che però al momento appare isolata: i due presidenti delle Camere, prima che lui parlasse, avevano già ratificato l'esito elettorale.
A schierarsi con Bolsonaro è invece stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: «Hanno semplicemente applicato il manuale di Joe Biden in Brasile – ha dichiarato –. Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno ed era il chiaro favorito per vincere il secondo. Ma i comunisti non cedono il potere una volta che lo ottengono».



