Lula ha vinto! Il presidente operaio consolida il suo posto nella leggenda del Brasile contemporaneo, oltre che essere una degli statisti più importanti del secolo XXI. Sette volte candidato a presidente, quattro volte vincitore, con l’elezione di quest’anno. Raggiunge il quarto mandato presidenziale. Nessuno era mai riuscito a ribaltare l’esito del primo turno, ma per Lula nessuna impresa è impossibile. E vince in una data simbolica, il 25 ottobre, giorno della difesa della costituzione e della democrazia brasiliana.
Lula sconfigge Flavio Bolsonaro, il figlio dell’ex presidente Jair, condannato a 27 anni di prigione per golpe di stato, con il 51,76% dei voti, pari a poco più di 64 milioni di voti, contro il 48,24, pari a circa 60 milioni di voti.
Botamos pra virar, Brasil! 🇧🇷❤️ Fizemos história nas ruas e nas urnas, com o povo como protagonista de uma caminhada que ainda tem muito pela frente. A democracia venceu, a esperança se fortaleceu e o Brasil segue em frente. Essa vitória é nossa. E vamos fazer muito mais juntos! 💫
— Lula (@LulaOficial) October 26, 2026
È stata una campagna elettorale intensa e dura. Quando Lula ha compreso che occorreva cambiare strategia dopo la sconfitta del primo turno, ha convocato il popolo nelle piazze, mentre le generazioni più giovani del Partido dos Trabalhadores creavano l’esercito di Lula online. Il prodotto è stato una strategia ben articolata che ha condotto Lula a vincere le elezioni.
Il presidente in carica ha riconfermato il risultato del primo turno nel Nord Est del Brasile, lo zoccolo duro dell´elettorato petista e lulista, ma soprattutto ha vinto nello stato del Minas Gerais, storicamente il termometro delle elezioni brasiliane.

È stata anche una elezione dal grande impatto sul continente sudamericano. Se Bolsonaro avesse vinto, il Sud America sarebbe stato interamente governato dalle destre, sull’onda dell’amministrazione Trump.
Governare il Brasile per i prossimi quattro anni sarà una impresa complessa. La destra è forte al Congresso, nonostante la sconfitta di Bolsonaro al secondo turno. Lula dovrà ricorrere alle sua enormi capacità di articolatore di alleanze per garantire governabilità e stabilità al Paese.
Come ha dichiarato in sede di campagna elettorale in questo mandato l’obiettivo di Lula è trasformare il Brasile da paese in via di sviluppo a paese che può avere un posto stabile tra i paesi sviluppati. Non è una impresa facile, ma come ha detto il grande cantautore Tom Jobim «Il Brasile non è un paese per principianti». E allora oggi si festeggia e «domani è un altro giorno e si vedrà».




