Politica

L’ultradestra e i valori dell’Ue, l’Europarlamento autorizza l’indagine

Il gruppo guidato dai tedeschi di AfD e di cui fa parte Vannacci rischia di perdere i finanziamenti
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

La plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Alla fine contano i soldi. Ma contano anche i valori democratici. Quelli su cui l’Unione europea si fonda: rispetto della dignità umana, della libertà, dello Stato di diritto, dell’uguaglianza e dei diritti delle minoranze.

Sono questi i principi che l’Unione vuole tutelare e che quindi i partiti devono rispettare. Anche perché da queste condizioni passano proprio i finanziamenti pubblici per i partiti politici europei. A chiedere chiarimenti adesso è anche l’Europarlamento che – con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni (a scrutinio segreto) – ha autorizzato l’indagine sul partito Europa delle nazioni sovrane (Esn), guidato da AfD e di cui fa parte anche Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

A occuparsene sarà l’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (Appf), che aveva segnalato al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione alcuni fatti tali da sollevare dubbi sul rispetto dei valori dell’Unione da parte di Esn.

I sovranisti

Tra i comportamenti che più hanno fatto discutere ci sono le dichiarazioni di alcuni esponenti sovranisti. Il deputato del Parlamento olandese Thierry Baudet ha parlato della necessità di una «remigrazione di massa per mantenere un’Europa bianca». Matthias Helferich al Bundestag si è autodefinito «il volto amichevole dei nazisti», e il collega Stephan Protschka insultava la memoria di Anna Frank e delle vittime dell’Olocausto. C’è stato poi Björn Höcke, leader del partito in Turingia, per cui «la Germania deve smetterla di vergognarsi del suo passato nazista».

Il gruppo riunisce al Parlamento europeo 27 deputati e pur partecipando ai lavori dell’Eurocamera, sostiene un ridimensionamento delle competenze dell’Unione a favore degli Stati membri e propone politiche fortemente restrittive in materia di immigrazione.

C’è comunque da fare una specifica. Al Parlamento europeo esiste il gruppo Europa delle nazioni sovrane, ma è giuridicamente e funzionalmente distinto dal partito politico che ha lo stesso nome. La procedura di verifica approvata dagli eurodeputati riguarda, dunque, esclusivamente il partito.

Il voto

Le forze europeiste – Partito popolare, Socialisti, Liberali, Verdi e Sinistra – hanno votato a favore dell’indagine, mentre i conservatori e riformisti di Ecr (di cui fa parte anche Fratelli d’Italia), i Patrioti (che accolgono la Lega) e lo stesso Esn si sono opposti.

Più che sulla mano tesa di Fratelli d’Italia e Lega, Vannacci ha posto l’accento sulla posizione di Forza Italia (Popolari europei). «Il Ppe e Forza Italia hanno votato insieme ai socialdemocratici, Left e Renew: partiti che vorrebbero legalizzare l’occupazione abusiva delle case, che si fanno fotografare insieme ai finanziatori e i terroristi di Hamas e che giustificano la rivolta sociale», ha detto.

Rischio

Ora Esn potrebbe perdere i circa due milioni di euro che riceve ogni anno dai 46 milioni di finanziamenti messi a disposizione dei partiti dal Parlamento europeo. L’Autorità dovrà adesso verificare se il partito di ultradestra rispetti i valori fondamentali dell’Ue, requisito – come detto – necessario per ottenere i fondi dall’Unione. L’articolo 13 del regolamento relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee parla specificatamente della possibilità di verificare le «condizioni di registrazione» (il rispetto dei valori dell’Ue di cui sopra) dei partiti e, nel caso, della cancellazione di questi se le condizioni non dovessero essere osservate.

Il freno

C’è però anche un altro aspetto da tenere in considerazione. Al di là delle possibili conseguenze finanziarie, il voto assume anche un significato politico. Può essere letto come un nuovo tentativo delle forze europeiste di isolare le componenti più radicali della destra europea.

Il procedimento invocato a Strasburgo richiama, per logica di fondo, il caso dell’Npd (il Partito nazionaldemocratico tedesco), oggi Die Heimat, escluso per sei anni dai finanziamenti pubblici perché giudicato ostile all’ordine democratico. La sentenza è del 23 gennaio 2024 e la Corte Costituzionale di Karlsruhe ha stabilito che il partito continua a perseguire l’eliminazione dell’ordine democratico e che la sua concezione etnica della comunità nazionale è incompatibile con la dignità umana.

Nel 2017 la stessa Corte aveva invece respinto la richiesta di mettere al bando l’Npd: pur perseguendo obiettivi anticostituzionali, il partito era considerato troppo debole per avere concrete possibilità di realizzarli. Per privarlo dei finanziamenti non è stato invece necessario dimostrare che fosse realmente in grado di rovesciare l’ordinamento democratico. Il precedente tedesco si rifà a un principio: un partito può continuare a operare, ma non per questo ha diritto a essere sostenuto con denaro pubblico.

Le procedure restano tuttavia diverse. In Germania esiste già una sentenza costituzionale; nel caso di Esn, invece, l’accertamento deve ancora cominciare e l’eventuale perdita dei fondi deriverebbe dalla cancellazione del partito dal registro europeo.

Nel 2029

Se si votasse oggi, il Parlamento europeo si sposterebbe ancora verso destra. Non abbastanza da cancellare gli equilibri attuali, ma quanto basta per rafforzare soprattutto le formazioni più radicali.

È il quadro restituito dalle proiezioni di Europe elects, che trasformano i sondaggi nazionali in una stima dei seggi della futura Eurocamera.

Il Partito popolare europeo resterebbe il primo gruppo, ma scenderebbe dagli attuali 184 deputati a 174. I Socialisti e democratici passerebbero da 135 a 121, perdendo 14 seggi. In calo anche Renew Europe, da 78 a 70, e soprattutto i Verdi, che precipiterebbero da 53 a 38.

Il Parlamento europeo di Strasburgo - © www.giornaledibrescia.it
Il Parlamento europeo di Strasburgo - © www.giornaledibrescia.it

A crescere sarebbero invece i Patrioti per l’Europa, da 85 a 96 seggi, e soprattutto Europa delle nazioni sovrane: il gruppo più a destra dell’emiciclo passerebbe da 27 a 44 parlamentari, con un guadagno di 17 rappresentanti. Segno positivo anche per The left, proiettata da 45 a 61 seggi.

Ecr, il gruppo dei Conservatori e riformisti europei, arretrerebbe leggermente da 84 a 80. Nel complesso Patrioti, Ecr ed Esn arriverebbero a 220 deputati, contro i 196 attuali. Una crescita rilevante, che non consegnerebbe però da sola la maggioranza dell’assemblea alle destre. Il Ppe resterebbe quindi ancora una volta decisivo: potrebbe continuare a sostenere la tradizionale intesa con Socialisti e liberali oppure cercare maggioranze variabili alla propria destra.

In Italia

La proiezione italiana presenta un quadro in parte più stabile. Fratelli d’Italia conserverebbe 24 eurodeputati, tutti collocati in Ecr, mentre il Partito democratico resterebbe a quota 19 nel gruppo dei Socialisti e democratici. Il M5s potrebbe contare 11 seggi e Sinistra italiana 2, entrambi dentro The left. In senso opposto si muoverebbe il Ppe: Forza Italia passerebbe a 5 deputati e Südtiroler Volkspartei ne conserverebbe 1. La Lega (Patrioti per l’Europa) scenderebbe da sette a sei rappresentanti. Europa Verde manterrebbe invece quattro seggi nel gruppo dei Verdi.

Il risultato politicamente più significativo sarebbe però quello di Futuro Nazionale. La formazione di Roberto Vannacci (Esn) passerebbe dall’unico rappresentante attuale a quattro eurodeputati. Una crescita che contribuirebbe direttamente all’avanzata europea del gruppo sovranista. Scomparirebbe invece la rappresentanza italiana di Renew Europe: i due seggi attuali non verrebbero confermati.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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