Politica

Referendum giustizia, come e per cosa si vota: l’approfondimento

Saranno cinquanta milioni gli italiani che domenica 22 e lunedì 23 marzo saranno chiamati a votare: tutto quello che c’è da sapere per presentarsi alle urne preparati
Un avvocato con la toga - Foto © www.giornaledibrescia.it
Un avvocato con la toga - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Manca meno di una settimana e il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum costituzionale confermativo relativo alla riforma della giustizia, che interviene sull’ordinamento della magistratura e introduce, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare, ma soprattutto divide il Consiglio superiore della magistratura in due consigli separati.

Si voterà domenica e lunedì, secondo quanto stabilito dal decreto elezioni che ha confermato la doppia data alle urne. I seggi resteranno aperti nel primo giorno di votazione (domenica) dalle 7 alle 23, mentre il lunedì riapriranno alle 7 e chiuderanno alle 15. Poi inizierà lo spoglio.

Elettorato

Complessivamente il corpo elettorale è composto da circa 50 milioni di persone, di cui 5 milioni sono studenti e lavoratori che vivono stabilmente lontano dal Comune di residenza. Proprio su questa fetta di elettorato è nata una polemica tra le forze di maggioranza e opposizione in quanto il governo, nonostante quanto sperimentato già per le tornate del 204 e 2025, ha deciso di non includere i fuori sede nel decreto che ha definito l’election day.  Per quanto riguarda il voto dei cittadini residenti all’estero, gli italiani iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) potranno regolarmente votare per corrispondenza.

Il referendum è di tipo confermativo: non richiede quindi il superamento del quorum. Ma per essere approvato basta che il sì ottenga il 50% più uno dei voti. Si tratta del quinto referendum costituzionale della storia repubblicana:il primo risale al 7 ottobre 2001, quando gli elettori furono chiamati a confermare la riforma del Titolo V quesito approvato). Nel 2006 si è votato sulla riforma costituzionale promossa dal centrodestra (bocciata). Il 4 dicembre 2016 si è svolto il referendum sulla riforma Renzi-Boschi (bocciata). Nel 2020 si è votato per il taglio dei parlamentari (approvato).

Il testo

Il fac-simile della scheda del per il referendum del 22 e 23 marzo - Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il fac-simile della scheda del per il referendum del 22 e 23 marzo - Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il quesito che gli italiani troveranno sulla scheda chiede di approvare o respingere una legge costituzionale che interviene sull’assetto della magistratura. La riforma riguarda nello specifico sette articoli della Costituzione - gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 - e introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Alta Corte disciplinare.

Modifiche

Ecco, in sintesi, quali norme vengono modificate e in che modo.

  • Articolo 87: Il Presidente della Repubblica presiede due Csm. La Carta oggi prevede un solo Consiglio superiore della magistratura: la proposta di riforma aggiunge che il Capo dello Stato presiede il Csm giudicante e il Csm requirente, i due nuovi organi che sostituiranno l’attuale Csm unico. In sostanza si sancisce la separazione delle carriere anche al vertice dell’autogoverno delle toghe.
  • Articolo 102: la separazione delle carriere entra in Costituzione. Il primo comma viene integrato con un passaggio in cui si stabilisce che le norme sull’ordinamento giudiziario devono disciplinare le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti. In questo modo la divisione delle carriere non sarà solo una scelta legislativa ma diventa un principio costituzionale.
  • Articolo 104: con la modifica dell’articolo 104 cambia il sistema di selezione per il Csm. I componenti dei due Consigli - uno per i giudici, l’altro per i pm - non vengono più eletti, ma estratti a sorte da elenchi predisposti dal Parlamento e dalle magistrature.
  • Articolo 105: la riforma interviene anche sull’articolo 105 con la nascita dell’Alta Corte Disciplinare. Una struttura composta da 15 membri in parte laici e in parte magistrati, selezionati tramite nomina e sorteggio. In Csm per la competenza disciplinare. All’articolo 106 viene ampliato il terzo comma: in tema di accesso alla Cassazione oltre a professori e avvocati, potranno essere chiamati anche magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio.
  • Articolo 107: la modifica dell’articolo 107 riguarda la inamovibilità legata al rispettivo Csm. Le decisioni su trasferimenti o sospensioni spettano al rispettivo Consiglio superiore, cioè quello della carriera di appartenenza.
  • Articolo 110: in questo caso la modifica è di tipo terminologico. Il Guardasigilli dovrà rapportarsi con «ciascun» Consiglio superiore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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