Politica

Legge elettorale, maggioranza sotto per un voto: no alle preferenze

Voto segreto a Montecitorio: 188 contrari e 187 sì bocciano l’emendamento sulle preferenze caldeggiato dal Governo
Emendamento respinto alla Camera - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Emendamento respinto alla Camera - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Un solo voto di scarto, piombato nel segreto dell'urna di Montecitorio, fa tremare la maggioranza di centrodestra e blocca – almeno per ora – uno dei tasselli chiave della riforma elettorale. Con 188 voti contrari e 187 favorevoli, l’Aula della Camera ha respinto l’emendamento che puntava a introdurre le preferenze con alternanza di genere in una scheda a liste corte (sette nomi) e capolista bloccato.

Un verdetto tanto clamoroso quanto inatteso, soprattutto perché sul testo bocciato sia il Governo sia la Commissione Affari Costituzionali avevano espresso parere favorevole.

Franchi tiratori

La proposta di modifica era stata presentata da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, incassando proprio nelle ultime ore l'adesione formale della Lega, di Forza Italia e il sì annunciato da Noi Moderati. Sulla carta, i numeri per far passare la norma c'erano tutti.

La richiesta del voto segreto ha però sparigliato le carte, dando copertura a una decina di "franchi tiratori" tra le fila del centrodestra che hanno deciso di affossare il provvedimento, unendosi alla compatta opposizione delle minoranze. La norma bocciata mirava a introdurre la doppia preferenza di genere, lasciando però blindato il nome del capolista: un compromesso che evidentemente non ha convinto una parte della stessa maggioranza.

Schlein all'attacco: «Prendete atto del fallimento»

La bocciatura ha scatenato l'immediata esultanza delle opposizioni nell'emiciclo di Montecitorio, trasformando il passaggio tecnico in un caso politico di prima grandezza.

Dura e immediata la reazione della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha preso la parola subito dopo la proclamazione del risultato: «Questo è un voto contro l’arroganza – ha scandito la leader dem rivolgendosi ai banchi del Governo –. Prendete atto di questo fallimento e andate a casa». Per la maggioranza si apre ora una fase delicata di chiarimento interno, con il cammino della legge elettorale che si fa improvvisamente in salita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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