«Il 92% degli europei ritiene che si debba rafforzare la tutela di bambini e giovani online, e circa il 70% si dice preoccupato per il cyberbullismo, le molestie e il grooming», l’adescamento dei minori. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen questa settimana da Strasburgo ha lanciato l’Eu Kids Act. «Analizzando le cifre – ha aggiunto – emerge un altro dato sorprendente: in Europa, i giovani trascorrono in media dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti a uno schermo. Per chi ha iniziato a usare i social media prima dei dieci anni, la durata è ancora maggiore: trascorrono online circa 7-8 ore al giorno, un lasso di tempo che equivale quasi a una giornata lavorativa completa per un adulto. Troppi bambini vengono esposti troppo presto al mondo online».
La direttiva
In autunno la Commissione europea proporrà un nuovo pacchetto, il Digital Fairness Act, che fornirà un quadro di misure sull’uso delle piattaforme. Lo ha confermato von der Leyen: «Non solo i minori sono a rischio. Ci sono design delle piattaforme che creano dipendenza. Danneggiano tutti, che si tratti di minorenni o di adulti. Ed è per questo che abbiamo bisogno anche di un quadro normativo più ampio: il Digital Fairness Act. Lo proporremo in autunno, per ora il focus è sull’Eu Kids Act».
Ma quali sono i pilastri dell’EU Kids Act, l’iniziativa della Commissione Ue per rafforzare la tutela dei bambini e degli adolescenti online? Tornando a quest’ultima direttiva si va da un accesso graduale ai social network per i minori ai servizi digitali sicuri by design passando per più strumenti per i genitori e maggiori controlli sulle piattaforme.
Accesso graduale
A differenza dell’Australia, che ha vietato i social agli under 16, Bruxelles opta per un approccio graduale, con limiti diversi a seconda dell’età. Sotto i 13 anni niente social; dai 15 anni i ragazzi potranno aprire un account autonomamente. Tra i 13 e i 15 anni l’accesso sarà possibile solo con il coinvolgimento dei genitori, attraverso mini account. Tra i 3 e i 13 anni saranno invece consentiti, sempre sotto la supervisione dei genitori, solo servizi video pensati per i bambini.
Mini account
Pensati per accompagnare i ragazzi verso un uso più autonomo dei social, i mini account saranno creati e gestiti dai genitori attraverso i loro account. I ragazzi potranno accedere ai social e video adatti alla loro età, ma con alcune limitazioni: contatti ridotti, un massimo di un’ora di utilizzo al giorno e strumenti di controllo sempre nelle mani dei genitori.
Funzioni
Le nuove regole riguarderanno tutti i servizi online rivolti agli under 18, dai social ai videogiochi online, fino alle piattaforme video, ai chatbot e agli AI companion. La proposta vieta funzioni come lo scorrimento infinito e i meccanismi che spingono a interagire continuamente. Stop anche alle notifiche durante le ore di sonno e ai contatti indesiderati con estranei. I sistemi di raccomandazione non dovranno indirizzare i minori verso contenuti dannosi.
Privacy e controllo
I profili dei minori dovranno essere privati per impostazione. Geolocalizzazione, fotocamera e microfono saranno disattivati. Le piattaforme dovranno offrire strumenti semplici per bloccare o silenziare altri utenti e per gestire il tempo trascorso online. Chatbot e assistenti virtuali dovranno essere disattivati di default e non potranno simulare relazioni personali in modo da creare dipendenza emotiva.

Verifica dell’età
Piattaforme e app store dovranno utilizzare sistemi di verifica dell’età rispettosi della privacy. Per i nuovi account sui social e sulle piattaforme video la verifica sarà obbligatoria. Per quelli esistenti si procederà a una stima dell’età dell’utente sulla base di indicatori plausibili come la data di creazione dell’account o i dati della carta di credito.
Cambia onere della prova
Per le piattaforme online molto grandi saranno i fornitori a dover dimostrare che i loro servizi sono sicuri e adatti all’età degli utenti. Dovranno presentare un piano di conformità alla Commissione e sottoporlo a un revisore indipendente. In caso di violazioni, Bruxelles prevede procedure accelerate, con indagini da concludere entro 90 giorni. Per gli operatori sono previste sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale.




