La Corte costituzionale francese ha annullato il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 15 anni, un provvedimento che era contenuto nell’ultima legge in materia varata dal governo e che era stato approvato dal Parlamento il 21 luglio. Secondo quanto riferisce l'emittente Bfmtv, la Corte ha ritenuto che l'articolo 1 della legge, che intendeva proteggere i minori dai rischi a cui sono esposti con l'uso dei social network, costituirebbe «una violazione inadeguata, non necessaria e non proporzionata» alla libertà di espressione e di comunicazione dei minori di 15 anni.
La bocciatura
La massima istituzione giurisdizionale francese era stata chiamata in causa a fine luglio da un gruppo di deputati socialisti e de La France Insoumise sull'articolo 1 della legge,che avrebbe dovuto entrare in vigore a metà settembre di quest’anno.
Pur riconoscendo «l'esigenza costituzionale della protezione dell'interesse superiore del minore», i giudici hanno insistito sul fatto che un divieto così ampio come quello previsto dalla legge «si applicherebbe a servizi di comunicazione online i cui rischi per la salute e la sicurezza dei minori non sono appurati».
La Corte non ha invece proferito parere sul divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole superiori a partire dal 1° settembre, divieto che è incluso nella stessa legge.
Dopo la sentenza della Corte, il presidente francese, Emmanuel Macron ha incaricato il premier, Sébastien Lecornu, di procedere a una nuova redazione della legge per arrivare ad una soluzione «entro la primavera 2027», secondo quanto fatto sapere dall’Eliseo.



