L’Italia e l’Iniziativa dei tre mari per rafforzare la Via del cotone

Il deputato Paolo Formentini: «Il porto di Trieste è fondamentale nell’ambito del corridoio commerciale con l’India»
Il porto di Trieste - © www.giornaledibrescia.it
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È una risoluzione che potrebbe apparire di second’ordine. Ma in realtà si lega a doppio filo con due progetti strategici fondamentali per l’Italia e anche per il territorio bresciano. Pochi giorni fa, in commissione Affari Esteri della Camera, è stata approvata la risoluzione per l’adesione dell’Italia all’Iniziativa dei tre mari, un forum politico ed economico che riunisce 12 Paesi dell'Europa centrale e orientale situati tra il Mar Baltico, il Mar Nero e il Mar Adriatico.

Per ora un piccolo passo nella rete delle rotte commerciali e delle architetture di connettività mondiale, ma – spiega il vicepresidente della commissione Affari Esteri Paolo Formentini (Lega) – «impegniamo il Governo a valutare con urgenza l'adesione del nostro Paese a questa iniziativa e, di conseguenza, a collegarla all'Imec e all'Ince». Parliamo del corridoio economico tra India, Medio Oriente ed Europa e del forum di cooperazione regionale nell’Europa centrale, orientale e balcanica, con sede a Trieste.

Proprio Formentini e Antonio Giordano (Fratelli d’Italia), avevano parlato dell’Imec come di un passaggio strategico decisivo per rafforzare il ruolo del Mediterraneo nelle grandi rotte globali. Una possibile alternativa alla nuova Via della seta insomma. «A Brescia il mondo imprenditoriale aveva espresso grande entusiasmo per questa iniziativa – precisa Formentini –. Con i “tre mari” vorremmo rendere ancora più attrattivo il porto di Trieste, come possibile terminal nel grande corridoio commerciale dall’India».

Lo scalo giuliano rappresenta uno snodo nevralgico. Ne aveva parlato anche Trump qualche mese fa per sottolineare l’importanza della Via del cotone (che è l’Imec). Pochi giorni fa, poi, il colosso della navigazione Msc (Mediterranean Shipping Company) ha ufficializzato il servizio Dragon, che collega stabilmente Asia, Europa e costa orientale degli Stati Uniti. In questo ambito, è confermata la presenza del porto di Trieste nella rotazione come primo porto del Mediterraneo e tappa dopo Singapore.

Antonio Tajani e Piyush Goyal - Marco Ortogni, Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
Antonio Tajani e Piyush Goyal - Marco Ortogni, Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

«Dobbiamo far sì che Trieste rimanga l’hub di riferimento – prosegue Formentini –. Se non ci muoviamo noi, si muovono i nostri competitor del Mediterraneo. Non bisogna fare una guerra commerciale, questo è chiaro, ma è fondamentale creare una rete di reti».

È poi evidente l’importanza che sta assumendo l’India all’interno dell’economia globale. Non c’è bisogno di avere conferme, ma proprio in questi giorni la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, si trova a Nuova Delhi insieme al presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Con loro ci sono anche l’Alta rappresentante Kaja Kallas e il commissario Maros Šefcovic. «La madre di tutti gli accordi commerciali. Stiamo per concludere l'accordo di libero scambio Ue-India», ha scritto von der Leyen su X. Un segnale inequivocabile, che obbliga tutti gli attori politico-economici a rivolgere lo sguardo verso Oriente e soprattutto verso la Via del cotone.

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