Meloni: «Non sempre d’accordo con Mattarella», poi critica le toghe

Dal Venezuela all’Ucraina, dalle mosse di Donald Trump all’approccio verso Vladimir Putin, dalla magistratura agli equilibri interni al governo: hanno spaziato fra politica estera, interna e temi economici le domande dei quarantuno cronisti a cui ha risposto Giorgia Meloni per poco meno di tre ore (inclusa una dozzina di minuti di prologo) nella conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della stampa parlamentare.
La situazione in Venezuela
«Saluto con gioia la liberazione dei detenuti italiani: io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione. Penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l’Italia e il Venezuela», ha sottolineato la premier.
En libertad mis amigos Enrique Márquez y Biagio Pilieri, quienes han pasado más de un año injustamente privados de su libertad. Un abrazo grande a sus familias.
— Henrique Capriles R. (@hcapriles) January 9, 2026
Este es un paso más hacia la justicia y el futuro.
¡Libertad para los presos políticos! ¡Los queremos ver a TODOS… pic.twitter.com/v7LNblNN98
Si attendono ora novità sugli altri italiani detenuti nel Paese, a partire da Alberto Trentini: «Il governo italiano si occupa di questa vicenda quotidianamente da 400 giorni. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo di farlo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio. Io ho parlato varie volte con la mamma di Alberto e chiaramente capisco il suo dolore e la sua difficoltà. È molto doloroso anche per me non riuscire a dare risposte nei tempi in cui vorrei darle».
Ucraina e Groenlandia
Ampio spazio, come detto, alla politica internazionale: «Se l’Europa decide di parlare con solo una delle due parti in campo temo che il contributo che può portare sia limitato», ha detto a proposito della guerra in Ucraina. «Il problema è chi deve farlo. Se noi facessimo l’errore di riaprire le interlocuzioni con la Russia e di andare in ordine sparso faremmo un favore a Putin. L’ultima cosa che voglio fare nella vita è un favore a Putin. Sono favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Ue sull’Ucraina».
Meloni ha poi ribadito di «non credere» nell’ipotesi che gli Stati Uniti abbiano in programma un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, «opzione che chiaramente non condividerei e che credo non converrebbe a nessuno, neanche agli Stati Uniti».

La magistratura
«Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno». Aprendo così la propria riflessione, la presidente del Consiglio ha voluto citare alcuni esempi: «Escluso il caso del capotreno, ricordo quello dell’imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l’autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza».
Il rapporto con Mattarella

La premier ha definito «ottimi» i propri rapporti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Non siamo sempre d’accordo, ovviamente, però c’è una cosa che per me fa totalmente la differenza: quando si tratta di difendere l’interesse nazionale italiano, il presidente Mattarella c’è – ha sottolineato –. E questo per me vale tutto, perché poter contare su un Capo dello Stato che – soprattutto anche nel rapporto con l’estero – ti aiuta a rafforzare il ruolo dell’Italia e a difendere l’interesse nazionale, fa la differenza».
Sull’ipotesi di un futuro al Quirinale, Meloni ha glissato con una battuta: «Se mi chiedete cosa vorrei fare, dico lavorare con Fiorello... Mi basta quello che sto facendo e mi appassiona, se lo farò nella prossima legislatura dipenderà dal voto degli italiani. Nel mio radar non c’è salire di livello, basta quello che faccio».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
