La Groenlandia: «Trump non può prendere il Paese perché lo vuole»

Il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen è tornato a rispondere a Donald Trump, affermando che non può prendere il controllo del territorio «perché lo vuole lui». Il presidente statunitense, secondo le ricostruzioni dei media internazionali, avrebbe espresso l’intenzione di occuparsi di questo dossier «tra circa due mesi», e di volerne parlare «tra venti giorni».
«Dialogo rispettoso»
«In una situazione in cui il presidente americano ha nuovamente affermato che gli Stati Uniti prendono molto sul serio la Groenlandia, questo sostegno da parte dei nostri alleati nella Nato è molto importante e inequivocabile», ha detto Nielsen dopo la nota congiunta di supporto da parte di alcuni leader europei. «Ancora una volta – ha aggiunto – esorto gli Stati Uniti a cercare un dialogo rispettoso attraverso i corretti canali diplomatici e politici e utilizzando i forum preesistenti basati su accordi già in vigore con gli Stati Uniti. Il dialogo deve avvenire nel rispetto del fatto che lo status della Groenlandia è radicato nel diritto internazionale e nel principio di integrità territoriale».
L’ipotesi
Parallelamente alle dichiarazioni ufficiali, l’Economist rilancia un’ipotesi alternativa a quella dell’annessione formale: gli Stati Uniti, secondo il settimanale britannico, starebbero lavorando a un accordo di associazione con la Groenlandia che escluda la Danimarca. Si tratterebbe di un’intesa di tipo politico e militare, per consentire a Washington di schierare più liberamente truppe ed espandere le sue infrastrutture militari.

L’ipotesi di accordo descritta dal settimanale sul suo sito web riguarda la possibilità di stabilire fra Usa e Groenlandia un rapporto simile a quello di Washington con alcune isole del Pacifico, come gli Stati Federati di Micronesia, le Isole Marshall e la Repubblica di Palau, sul modello della Compact of Free Association (Cofa). In base a questo trattato le forze armate americane possono operare liberamente ed è prevista una partnership commerciale esente da dazi.
I danesi avevano replicato, rispetto alle dichiarazioni fatte da Trump in precedenza, che già la Groenlandia ospita una base militare Usa. Non ci sono inoltre limiti espliciti al numero di militari che gli Stati Uniti possono schierare, secondo i termini del trattato con Copenaghen, sebbene qualsiasi aumento significativo debba essere prima concordato.
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