Donald Trump ha annunciato quello che definisce uno «storico accordo» per il completo disarmo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati presenti nella Striscia di Gaza. L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato su Truth, nel quale il presidente degli Stati Uniti ha parlato di un passaggio decisivo verso «una pace e una sicurezza durature» e verso la nascita di un nuovo governo palestinese nell’enclave.
Secondo Trump, l’intesa rappresenta «un passo fondamentale verso la definitiva instaurazione di un nuovo governo palestinese a Gaza», che collaborerà con il Consiglio per la Pace per sostenere la popolazione palestinese. Allo stesso tempo, ha aggiunto, Israele potrà contare sulle garanzie di sicurezza derivanti dal fatto che Gaza «non sarà più una base per attacchi terroristici».
Il piano annunciato da Trump
Il presidente statunitense ha spiegato che l’accordo rientra nell’attuazione del suo «Piano in 20 punti» e sarà realizzato attraverso fasi successive. Il disarmo dei gruppi armati dovrebbe precedere il ritiro delle forze israeliane dalla Striscia. Successivamente, una Forza internazionale di stabilizzazione opererà insieme a una nuova forza di polizia palestinese con l’obiettivo di garantire la sicurezza della popolazione di Gaza e dei Paesi confinanti.
Nel suo messaggio Trump ha ricordato la situazione di un anno fa, quando, ha scritto, «infuriava una guerra violenta», era in corso una crisi umanitaria e numerosi ostaggi erano ancora detenuti. «Abbiamo compiuto progressi storici e c’è ancora molto da fare», ha affermato, ringraziando i Paesi mediatori – Egitto, Qatar e Turchia – oltre al proprio team negoziale per il lavoro svolto.
Il presidente Usa ha inoltre ribadito che «la minaccia emersa da Gaza il 7 ottobre non dovrà essere ricostituita» e ha sostenuto che, grazie all’accordo, Gaza sarà amministrata da «un nuovo governo palestinese che servirà il suo popolo».
La roadmap del Board of Peace
Poco dopo l’annuncio della Casa Bianca è arrivata anche una nota del Board of Peace, che insieme ai Paesi mediatori – Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti – ha espresso «soddisfazione per l’intesa raggiunta con Hamas su una roadmap dettagliata per l’attuazione delle prossime fasi del cessate il fuoco a Gaza».
Secondo il Board, la roadmap è il risultato di mesi di negoziati condotti per sviluppare il piano sulla futura governance della Striscia, sulla sicurezza, sugli aiuti umanitari, sulla ricostruzione e sulla ripresa economica, in linea con il Piano di pace globale e con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Nella nota si sottolinea che, «per la prima volta», Hamas si sarebbe impegnata ufficialmente in un piano concreto per la consegna di tutte le proprie armi. A questa fase dovrebbe seguire il ritiro delle forze israeliane dalla Striscia. Secondo il Board, l’intesa promette di garantire benefici significativi sia alla popolazione di Gaza, sia alla sicurezza di Israele.
I prossimi passaggi
Il documento precisa inoltre che il Board of Peace ha lavorato in stretta collaborazione con il National Committee for the Administration of Gaza (Ncag) e che nei prossimi mesi dovrebbe iniziare una transizione graduale verso la piena autorità di quest’ultimo. Il processo sarà sostenuto dall’International Stabilization Force (Isf), con l’obiettivo dichiarato di rafforzare lo stato di diritto, la sicurezza e le condizioni umanitarie nella Striscia.
La conferma dell’intesa è arrivata anche da alcuni responsabili di Hamas, che hanno parlato di un prossimo incontro dei negoziatori al Cairo. Secondo quanto riferito, il vertice dovrebbe svolgersi «presto» per definire i passaggi operativi della roadmap concordata.
Al momento non risultano ulteriori dettagli ufficiali sulle modalità del disarmo, sul calendario delle diverse fasi previste né sui meccanismi di verifica dell’accordo. Resta quindi da capire come saranno attuati gli impegni annunciati e quale sarà la risposta delle parti coinvolte durante i prossimi negoziati.
Israele
Intanto, secondo quanto riferisce il Times of Israel, un alto funzionario statunitense ha dichiarato che il presidente Donald Trump sarebbe «molto deluso» se Israele non consentisse l'attuazione del Piano. Il funzionario ha ricordato che, a giudizio di Washington, il piano corrisponde agli impegni già condivisi in precedenza anche da Israele e ha espresso fiducia nel fatto che tali accordi saranno rispettati. Le dichiarazioni arrivano dopo che l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha sostenuto che la proposta non soddisfa le richieste israeliane. Il funzionario ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti intendono mantenere un ruolo di «mediatore imparziale», sottolineando che Washington si aspetta il rispetto degli impegni assunti da tutte le parti coinvolte.



