«Anche se Stati Uniti e Iran troveranno un accordo sul nucleare, il Medio Oriente e il Golfo hanno bisogno di un’equazione di sicurezza che sia guidata dai Paesi della regione, per dare stabilità e credibilità nel modello politico ed economico». A dirlo è Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo, intervenuto ieri mattina in collegamento durante l’incontro organizzato per «Future proof society» all’auditorium Santa Giulia.
Il tema del confronto, a cui ha partecipato anche Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale ed ex sindaco di Brescia, era il Mar Mediterraneo, nel suo essere oggi crocevia di migrazioni ma anche di interessi strategici e geopolitici. Interessi fortemente condizionati anche da ciò che accade oltre i confini del Mediterraneo, nel Golfo Persico teatro del conflitto tra Iran e Stati Uniti. Per Di Maio, delegato Ue nella regione, il ruolo europeo si scontra con dei limiti precisi: «Noi possiamo aiutare – ha detto – ma dobbiamo metterci in testa che il destino del Medio Oriente deve venire da un processo guidato dai Paesi mediorientali, altrimenti faremo gli stessi errori del passato e i processi non saranno sostenibili».
«Pessimista» sulla possibilità di un accordo si è mostrato invece un altro relatore, l’analista geopolitico Gianluca Ansalone: «I negoziati di ricomposizione geopolitica richiedono un ingrediente essenziale, la fiducia: e tra quei Paesi non c’è alcuna fiducia reciproca». E l’Europa? «In questi mesi, se c’è una cosa su cui l’Unione europea è riuscita a esprimere all’unanimità una posizione è la difesa dei Paesi del Golfo attaccati dall’Iran».
Per Emilio Del Bono, nonostante un governo con elementi «euroscettici» ed «eurofobici», non c’è un’alternativa all’integrazione europea: «Anche i rapporti nel Mediterraneo possono cambiare se nasce la volontà di avere un coordinamento rafforzato all’interno dell’Unione europea».



