L’assenza più rumorosa – evocata nella sala dei gruppi consiliari dove l’opposizione ha convocato la conferenza stampa sul «caso Frattini» – per il centrodestra è quella della sindaca Laura Castelletti. Da giorni l’assessora alle Politiche giovanili e alla Sostenibilità sociale è al centro di una polemica innescata da un articolo pubblicato dal quotidiano La Verità.
A tenere acceso il caso è l’affidamento da 10.370 euro disposto dal Comune di Brescia a favore della cooperativa napoletana Dedalus nell’ambito del percorso avviato su piazza Vittoria e sul disagio giovanile. Una scelta che il centrodestra collega al percorso politico che portò Anna Frattini, nel 2023, a ricevere un sostegno economico di 650 euro dalla piattaforma «Ti Candido», iniziativa legata al Forum Disuguaglianze e Diversità, realtà nella quale operava anche Andrea Morniroli, oggi assessore regionale in Campania e per anni figura di riferimento della cooperativa Dedalus.
Una questione politica
Da giorni arrivano comunicati, interrogazioni, repliche e controrepliche. Da giorni l’opposizione attacca. Eppure, osservano i consiglieri di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, da Palazzo Loggia «non è ancora arrivata una presa di posizione diretta della sindaca». È da qui che il centrodestra sceglie di ripartire, trasformando una vicenda nata attorno a un affidamento da poco più di diecimila euro in uno scontro politico che ormai coinvolge la Giunta, il Pd cittadino, due deputati della Repubblica, un senatore e persino la Regione Campania.

«L’unica persona che ha difeso l’assessora Frattini è stata il segretario cittadino del Pd Roberto Cammarata» afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia Mattia Margaroli. «È un dato che dovrebbe far riflettere. Perché il sindaco non è uscito a difesa del proprio assessore? Quando situazioni analoghe si sono verificate in passato, quasi sempre i sindaci sono intervenuti». Una domanda che, più ancora delle accuse rivolte all’assessora, rivela il vero obiettivo politico dell’opposizione: spostare il caso dal piano amministrativo a quello della tenuta della maggioranza.
Come nasce la vicenda
Per capire la polemica bisogna tornare indietro di qualche giorno, quando La Verità pubblica un articolo «dedicato» ad Anna Frattini. Il quotidiano ricostruisce il percorso politico dell’assessora, candidata alle elezioni comunali del 2023 e sostenuta da «Ti Candido», iniziativa collegata appunto al Forum Disuguaglianze e Diversità che le aveva garantito un contributo economico di 650 euro, regolarmente dichiarato e rendicontato. L’articolo collega quel percorso a una successiva decisione dell’amministrazione comunale: l’affidamento diretto da 10.370 euro alla cooperativa sociale Dedalus di Napoli, incaricata di accompagnare il percorso avviato dal Comune sul tema del disagio giovanile e delle tensioni emerse in piazza Vittoria.

A fare da trait d’union tra i due mondi sarebbe la figura di Andrea Morniroli, oggi assessore alle Politiche sociali della Regione Campania e in passato dirigente della cooperativa Dedalus, nonché figura di riferimento del Forum Disuguaglianze e Diversità. Da qui il sospetto politico avanzato dal centrodestra: l’esistenza di una rete di rapporti che meriterebbe ulteriori approfondimenti.
Lo stesso articolo precisa tuttavia che non emergono profili di rilevanza penale nella vicenda. Il terreno dello scontro resta dunque quello politico e dell’opportunità amministrativa.
La replica dell’assessora
Anna Frattini ha respinto integralmente le accuse. «Ritengo doveroso ricostruire i fatti, perché il tentativo di suggerire collegamenti impropri tra vicende del tutto distinte offre una rappresentazione fuorviante della realtà» ha scritto in una nota inviata alla stampa. L’assessora ha spiegato di essere stata selezionata nel 2023 attraverso una call pubblica nazionale promossa da «Ti Candido» e di avere partecipato a un percorso che coinvolgeva candidati provenienti da tutta Italia. «Andrea Morniroli, allora co-coordinatore del Forum, non ha avuto alcun ruolo in questo processo».
Quanto ai 650 euro ricevuti durante la campagna elettorale, Frattini ricorda che si trattava di una raccolta fondi privata e perfettamente tracciata. Sull’incarico a Dedalus, invece, rivendica una scelta fondata esclusivamente sulle competenze maturate dalla cooperativa. «Di fronte a fenomeni complessi che coinvolgevano adolescenti e giovani abbiamo scelto di approfondire percorsi innovativi maturati in altri contesti urbani. Il progetto realizzato a Napoli rappresentava un caso pressoché unico nel panorama nazionale sui temi dell’amministrazione condivisa e della costruzione di comunità educanti».

L’affidamento, aggiunge Frattini, è avvenuto attraverso una procedura consentita dalla normativa. «Non esistono rapporti privilegiati né scambi di favori. Esistono fatti documentati, procedure corrette e una scelta politica precisa». L’assessora rivendica inoltre gli esiti del lavoro svolto: «Quel percorso è proseguito con ulteriori progettualità che hanno portato risultati evidenti e la sostanziale scomparsa del fenomeno che interessava piazza Vittoria».
Il centrodestra: perché proprio Napoli?
Le spiegazioni non bastano all’opposizione. «Terrificante» è il termine scelto dal consigliere e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Carlo Andreoli per descrivere quanto emerso. «Noi non siamo qui a fare il j’accuse. Stiamo cercando risposte che da giorni non stanno arrivando. Pensare che soldi pubblici possano essere destinati a cooperative o associazioni per ragioni diverse dalla qualità del loro operato è qualcosa che ci preoccupa».

Il punto sul quale il centrodestra continua a insistere è la scelta di rivolgersi a una realtà campana. «La domanda sorge spontanea: perché Napoli? – chiede Andreoli -. Non ricordo nemmeno una presentazione specifica del progetto in Commissione. Dopo le dichiarazioni dell’assessora, che parla di esperienza della cooperativa, sono andato a verificare dove Dedalus abbia sviluppato progetti fuori dal territorio napoletano. Da quello che ho trovato, l’unico progetto realizzato fuori da quel contesto sarebbe proprio quello di Brescia».
Andreoli richiama quindi le attività rendicontate nell’ambito dell’incarico: «Parliamo di due incontri online, due incontri in presenza, sei giornate di studio dei materiali a Napoli e due documenti conclusivi. Se pensiamo che con due incontri online e due incontri con le associazioni del terzo settore si sia risolto il problema delle baby gang in piazza Vittoria, forse stiamo guardando nella direzione sbagliata».
Il libro di Morniroli e le nuove domande
Durante la conferenza stampa l’opposizione in Loggia punta i fari su un ulteriore elemento. Andreoli richiama la presentazione del libro di Andrea Morniroli, ospitata il 19 maggio al Mo.Ca. di via Moretto. Al tavolo, insieme all’autore, erano presenti l’assessora Frattini, Massimo Ruggeri della cooperativa Il Calabrone e Ylenia Sina, indicata come collaboratrice dell’area comunicazione del Forum Disuguaglianze e Diversità.
Per il centrodestra si tratta di un episodio che confermerebbe la presenza di relazioni tra alcuni dei soggetti richiamati nella vicenda: «È interessante vedere come ricompaiano gli stessi nomi, oltre al fatto che questo va a smentire Frattini quando sostiene di non conoscere Morniroli, di cui ha presentato il libro», sostiene Andreoli. L’opposizione annuncia quindi ulteriori richieste di chiarimento: dall’utilizzo degli spazi comunali («quella sala è stata pagata o è stata concessa gratuitamente attraverso il patrocinio?») agli eventuali costi sostenuti dall’Amministrazione per l’iniziativa.
L’accusa: «Investimento da record»
A dare una lettura ancora più politica della vicenda è il consigliere leghista Michele Maggi. «Partiamo dal dato economico: 650 euro ricevuti tramite Ti Candido e poi un incarico da oltre 10mila euro alla cooperativa. Se fosse stato un investimento staremmo parlando di un rendimento del 1.500%. Neanche acquistando oro si guadagna così».

Maggi concentra poi l’attenzione su una delle affermazioni contenute nella replica dell’assessora: «Frattini sostiene che servivano competenze che qui non c’erano. Io penso all’Università degli Studi di Brescia, alla Cattolica, agli psicologi, agli educatori professionali e a tutto il terzo settore bresciano. Come si può sostenere che in questa città non esistessero le competenze per affrontare questi problemi?».
Forza Italia, con il vicecoordinatore cittadino Pietro Piccoli, mantiene una linea prudente sul piano formale ma critica sul piano politico: «Siamo garantisti, ma il fatto politico esiste».
La difesa arriva da Cammarata
A intervenire in difesa dell’assessora è stato il segretario cittadino del Partito democratico, Roberto Cammarata: «La destra bresciana ha deciso di sollevare un polverone sul nulla contro l’assessora Anna Frattini che ha l’unica colpa di essere una brava amministratrice».
Per Cammarata i risultati ottenuti dall’assessora nelle deleghe affidatele spiegano l’intensità degli attacchi dell’opposizione. «Essere stata selezionata da una piattaforma nazionale volta a promuovere giovani leve nella politica locale dell’area progressista non può che essere un vanto e un valore aggiunto».

Il segretario dem respinge inoltre qualsiasi ipotesi di scambio di favori: «Trasformare quel passaggio in un’accusa di voto di scambio è un’accusa tanto infondata quanto infamante». Parole che il centrodestra cita spesso durante la conferenza stampa proprio perché, fa notare Margaroli, rappresentano finora la difesa politica più esplicita arrivata dall’area di maggioranza.
Il caso arriva a Roma
Nel frattempo la vicenda è approdata anche in Parlamento. La deputata di Fratelli d’Italia Cristina Almici ha depositato un’interrogazione parlamentare al ministro della Pubblica amministrazione: «Permangono interrogativi che meritano risposte puntuali e documentate» scrive la parlamentare, chiedendo di verificare quali criteri abbiano portato alla scelta della cooperativa napoletana e se siano state valutate realtà locali con analoghe competenze.

A distanza di pochi minuti, è arrivata la replica del senatore del Pd Alfredo Bazoli, che bolla l’accaduto come «una polemicuccia nata su una vicenda dal contenuto davvero modesto». Secondo Bazoli i chiarimenti forniti dall’assessora sarebbero già sufficienti «a fugare ogni ombra» e l’interrogazione parlamentare rappresenterebbe «un atto del tutto improprio» finalizzato soltanto a «sollevare polvere».
Quindi, l’intervento dell’on. Gian Antonio Girelli (Pd), che aggiunge: «Appare evidente come l’interrogazione parlamentare non nasca dall’esistenza di fatti nuovi o di elementi irregolari, ma dalla volontà di alimentare una polemica politica pretestuosa. È legittimo che l’opposizione svolga il proprio ruolo di controllo. È molto meno condivisibile che uno strumento parlamentare venga utilizzato come semplice prosecuzione dell’attività di opposizione in Consiglio comunale, piegando le prerogative delle istituzioni nazionali a finalità di propaganda politica territoriale». E, ancora: «Qui si promuovono iniziative istituzionali in assenza di contestazioni, irregolarità accertate o rilievi di carattere giuridico. Il garantismo, se è un valore, deve valere per tutti e non può essere applicato a corrente alternata».

Una chiave di lettura a cui l’on. Almici (FdI) ha ribattuto: «Lo stesso Girelli – ha ricordato – ha firmato un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Pubblica Amministrazione e dell’Interno su una vicenda riguardante il Comune di Chiari, amministrato dal centrodestra. Un’iniziativa che portò il sindaco a fornire chiarimenti alla Prefettura. In quel caso l’autonomia degli enti locali non sembrava essere un problema».
Cosa succede ora
Il confronto proseguirà nei prossimi giorni nelle diverse sedi istituzionali: da Brescia a Roma. Il centrodestra ha già annunciato che porterà in Commissione le domande anticipate durante la conferenza stampa e ha depositato un’interrogazione a risposta orale per discutere del caso in Consiglio comunale. L’obiettivo dichiarato è ottenere chiarimenti ulteriori sulla scelta di Dedalus e sui rapporti tra i soggetti coinvolti nella vicenda. Le richieste sono puntuali, eccole: quando sono avvenuti i primi contatti tra Comune e Dedalus; chi ha proposto o suggerito il coinvolgimento della cooperativa all’interno del progetto promosso dall’Amministrazione; quali sono state le motivazioni che hanno portato alla scelta di Dedalus rispetto ad altre realtà del territorio bresciano o lombardo. Ma il centrodestra chiede anche di sapere se l’assessora fosse a conoscenza «dei rapporti intercorrenti tra Dedalus, il Forum Diseguaglianze e Diversità, la piattaforma Ti Candido e Andrea Morniroli», e «quali siano tutte le somme, a qualsiasi titolo, impegnate o liquidate dal Comune a favore della cooperativa Dedalus dal 2023 ad oggi».

L’assessora Frattini respinge ogni addebito e rivendica la correttezza delle procedure seguite, una correttezza procedurale che sta negli atti. Il Pd la difende apertamente. Il centrodestra, però, lo ribadisce: «La questione non ha profili penali, ma profili politici sì, anche perché in ballo ci sono soldi pubblici. E soprattutto, Castelletti continua a non intervenire». Ed è proprio quel silenzio che l’opposizione pone alla base del j’accuse politico.




