Politica

Bassa Bresciana Occidentale, in Unione è rimasta solo la Polizia locale

A quattordici anni dall’avvio della gestione associata più grande in termini di residenti, i sindaci coinvolti si chiedono se ne valga la pena
Silvia Pasolini
Orzinuovi è il Comune capofila dell'Unione della Bassa Bresciana Occidentale © www.giornaledibrescia.it
Orzinuovi è il Comune capofila dell'Unione della Bassa Bresciana Occidentale © www.giornaledibrescia.it

Nel 2011, quando fu fondata dall’allora sindaco Andrea Ratti, sarebbe dovuta essere la panacea della burocrazia comunale, lo strumento per snellire le pratiche e diminuire i costi a carico degli enti locali. A distanza di 14 anni è tempo di bilanci e l’affaire Unione lombarda dei Comuni «Bassa bresciana occidentale», meglio conosciuta come «Unione BBO», pare non aver dato i frutti sperati.

Orzinuovi è ancora, come allora, il Comune capofila, ma nel corso del tempo molte cose sono cambiate. Prima fra tutte c’è stata la fuga di alcuni Comuni che inizialmente avevano aderito con un certo entusiasmo. Il territorio dell'Unione BBO coincideva infatti all’inizio con quello dei Comuni di Barbariga, Lograto, Longhena, Maclodio, Orzinuovi, Orzivecchi, Pompiano, Quinzano d’Oglio, San Paolo e Villachiara. Ma già ai primi esordi, nel 2014, Barbariga, San Paolo, Pompiano e Quinzano d’Oglio erano retrocessi dall’accordo, convinti che il gioco non valesse la candela. Ora quindi l’Unione BBO, quasi dimezzata, annovera al suo interno 6 Comuni.

Dal 2020 l’ente non risulta più nemmeno iscritto al registro delle Unioni dei Comuni lombardi, in quanto i servizi erogati sono stati ridotti all’osso. In principio si prevedeva di dover assolvere alle funzioni di Contabilità, Organizzazione del personale, Gestione tributi, Servizi per i minori, Protezione civile, Catasto e Polizia locale. Di fatto solo quest’ultimo servizio è rimasto attivo.

Costi troppo elevati in rapporto ai servizi offerti e burocrazia eccessivamente farraginosa sono state le motivazioni che di fatto hanno ridotto il potere dell’ente.

Abbastanza cauta Laura Magli, sindaco del Comune capofila di Orzinuovi, nell’esprimersi al riguardo: «Sono in corso in questo periodo alcune riunioni con tutti i sindaci che fanno parte dell’Unione - ci riferisce – per valutare le prospettive dell’ente, analizzando aspetti di forza e debolezza dell’esperienza passata e le eventuali opportunità per il futuro. Non nascondo però alcune perplessità sulla gestione e i risultati finora ottenuti».

Più categorico invece il senatore Gianpietro Maffoni, ex sindaco di Orzinuovi: «Questa è una struttura amministrativa sovrastante a tutti gli effetti, che porta con sé gli oneri di un ente aggiuntivo – ha detto. L’Unione, soprattutto per Orzinuovi, non è assolutamente vantaggiosa né conveniente, in quanto ha in sé intrinseci deficit di efficienza ed efficacia. Orzinuovi non ha la necessità di essere un Comune capofila, perché questo significa addossarsi economicamente i costi dei Comuni più piccoli».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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