Passione Meteo

Ventinove anni fa a Brescia c’erano 29 gradi, ma ora arriva il freddo

Nel 1997 un anticiclone dai tratti estivi abbracciò il Nord del Paese. Da domani, invece, una massa d’aria piuttosto fredda si spingerà verso la nostra provincia
Riccardo Paroni
Fiori di pesco - © www.giornaledibrescia.it
Fiori di pesco - © www.giornaledibrescia.it

Oggi cade il ventinovesimo anniversario di uno dei record di caldo più clamorosi di tutta la nostra serie storica. Correva l’anno 1997, eravamo in un’epoca in cui il cambiamento climatico era già un problema, ma non tutti ne avevano compreso la gravità. A tal proposito, una doverosa premessa: quando si parla di clima, è necessario analizzare l’andamento delle temperature medie per un lasso di tempo di almeno trent’anni.

I record suscitano curiosità e stupore, ma considerati singolarmente non dimostrano nulla: è sempre necessario contestualizzarli. Un esempio: anche nel 1959 fu stabilito un record di caldo (nel pomeriggio del 22 febbraio, a Brescia, la temperatura raggiunse i +22,6°C), ma si trattò di un caso più unico che raro, in un’epoca in cui il caldo anomalo era l’eccezione e non la regola, come invece accade oggi.

Chiarito questo aspetto, ecco cosa accadde il 17 marzo 1997: un anticiclone dai tratti estivi abbracciò il Nord Italia e il vento di Föhn rese ancor più marcato il rialzo delle temperature, che raggiunsero picchi senza precedenti per questo periodo dell’anno. La stazione meteorologica di Ghedi rilevò una massima di +27,3°C, mentre l’osservatorio dell’istituto Pastori arrivò addirittura a +28,8°C, come in una normale giornata di fine giugno.

In arrivo un po’ di freddo

Tornando al presente, siamo ben lontani dal record del 1997, ma la prima metà di marzo, tanto per cambiare, si è rivelata molto più calda della media. Ora, previsioni alla mano, qualcosa sta per cambiare: domani una massa d’aria piuttosto fredda si spingerà fin verso la nostra provincia, favorendo una diminuzione delle temperature, accompagnata da un po’ di instabilità.

Niente di straordinario: ormai ci siamo abituati a primavere sempre più precoci, ma il fatto che a metà marzo arrivi un piccolo colpo di coda dell’inverno rientra nel normale andamento stagionale.

Giovedì mattina, nubi permettendo, nelle zone di aperta campagna le minime potranno avvicinarsi allo zero, ed anche in questo caso sarà un evento tutt’altro che eccezionale.

Il meteoquiz

Ora scopriamo insieme la soluzione dell’ultimo meteoquiz: nei mesi di marzo dell’ultimo ventennio abbiamo visto un po’ di tutto: precoci ondate di caldo, tuoni, fulmini, grandinate, abbondanti nevicate e perfino giornate di ghiaccio, ma non sono mai caduti 100 millimetri di pioggia durante un singolo temporale.

Per il nuovo quesito, ecco una domanda che esula un po’ dal mondo della meteorologia per strizzare l’occhio a quello dell’astronomia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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