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Il viaggio una missione sociale: l’avventura strumento educativo

Con «Scalo sogni», ideato da Tony Massardi ed Ettore Campana, all’istituto Sraffa il racconto di chi ha girato in solitaria per il mondo
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

L'incontro allo Sfraffa - © www.giornaledibrescia.it
L'incontro allo Sfraffa - © www.giornaledibrescia.it

Il viaggio come missione sociale, l’avventura come strumento educativo. Potrebbe essere questo il mantra di «Scalo Sogni», progetto nato nel 2023 da un’idea di Tony Massardi (meglio noto come Tony Gialdini) ed Ettore Campana. Dopo chilometri percorsi in tutto il mondo (come quello che ha visto realizzare il viaggio in solitaria attraverso le Alpi dedicato ai bimbi ricoverati nel reparto di Oncoematologia Pediatrica del Civile di Brescia), per «Scalo Sogni» è arrivato il tempo della restituzione alle nuove generazioni.

Così, nell’Aula Magna dell’istituto Sraffa di via Comboni è andato in scena un incontro plenario rivolto alle classi quarte: in un racconto che si è mosso tra Alpi, Caucaso e Sud Africa, i ragazzi sono stati idealmente condotti nei viaggi dallo stesso Campana, stimolando la curiosità e l’autostima.

«Vogliamo portare l’avventura a contatto coi giovani per stimolarli ad una maggiore autostima, per uscire dalla propria comfort zone e per cercare sé stessi» ha infatti spiegato Tony Massardi, che da oltre 15 anni si occupa di disagio giovanile. «Viviamo in un’epoca di atti di violenza, di social che delegano la propria autostima, di difficoltà. Noto che oggi c’è più attenzione al disagio delle nuove generazione. Bisogna cercare di far capire a questi ragazzi che devono cercare dentro e guadagnare la forza che poi li aiuta a vivere».

Farcela da soli

E gli sguardi interessati dei ragazzi delle quattro sezioni sono stati di buon auspicio. Ettore Campana ha mostrato loro l’essenzialità di un viaggio estremo in solitaria, dove l’uomo torna alle origini e trae profonda soddisfazione dalla propria forza, dal superamento quotidiano degli ostacoli e delle difficoltà incontrate lungo il cammino. L’avventura di Campana era infatti cominciata il 15 aprile 2023, con la bici equipaggiata e preparata: partenza dall’ospedale di Brescia e saluto ai bambini ricoverati al Civile, scesi apposta per il via. Poi due mesi avvincenti ricchi di emozioni, sorprese ed incontri per il trentenne bresciano.

«Questi ragazzi hanno un enorme potenziale – spiega lui, che è la “pedina” itinerante di “Scalo Sogni” –, ad esempio vedo più sensibilizzazione verso le tematiche ambientali e a mio avviso si tratta di un aspetto molto importante perché il futuro è proprio nelle mani dei ragazzi delle nuove generazioni».

La prima parte dell’incontro è stata dedicata al racconto dell'impresa di bikepacking e alpinismo, una seconda è stata riservata al dibattito aperto per l'interazione diretta tra gli studenti e il protagonista. Infine la presentazione dei gadget realizzati dai ragazzi del laboratorio Liber-Art.

E ora che Scalo Sogni è riuscita ad entrare in un contesto educativo, vuole provare a trasmettere passioni e, in un certo qual modo, ad allontanare i giovanissimi dal digitale. “È importante vivere esperienze dove l’approvazione non si trova dagli altri ma dentro sé stessi. Ecco perché bisogna capirsi e conoscersi. E sulla base di questo vivere avventure».

Prossimi incontri

Quello di oggi è stato il secondo incontro della serie, che si concluderà col terzo appuntamento fissato allo Sraffa il prossimo 28 maggio. Ma, nel frattempo, il 23 si fa tappa in un altro istituto: il Mantegna. Stesso format, stesse ambizioni, stessa voglia di «scuotere» i giovani.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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