Due nuove guide su uccelli e piante delle Torbiere del Sebino

Il mosaico degli elementi di biodiversità che caratterizzano il territorio bresciano si è recentemente arricchito di due nuovi preziosi tasselli che favoriscono la sua conoscenza.
Due nuove guide
L’Ente per la gestione della Riserva Naturale «Torbiere del Sebino» ha presentato due pubblicazioni dedicate all’avifauna e alla flora del territorio dell’area protetta limitrofa al lago d’Iseo, nella quale si distinguono la zona delle Lame, alimentata da sorgenti, dal torrente Ri e da piogge, e quella delle Lamette che comunica direttamente con il lago.

L’ambito sotteso dal perimetro della riserva è contiguo a contesti caratterizzati da un elevato livello di antropizzazione, e tale vicinanza non facilita, in alcuni visitatori, la necessaria percezione del grande salto qualitativo che si manifesta, a poche decine di metri da strade trafficate, in termini di valore ecosistemico e conservazionistico degli habitat naturali e delle specie presenti.
Avifauna
La guida dedicata all’avifauna curata dall’ornitologo Paolo Trotti si apre in copertina con la bella immagine di un cannareccione, uccello dal canto caratteristico e potente che vivacizza i canneti nei mesi compresi tra la primavera e l’estate, in particolare nella zona delle Lamette e lungo il percorso sud della riserva.

Ogni anno nella Riserva Naturale nidificano in media circa 80 specie, un terzo delle quali legate agli ambienti umidi, ma il rilievo di questi spazi, riconosciuto a livello internazionale, si estende anche come zona di rifugio e di svernamento nella stagione fredda.
La pubblicazione propone la descrizione di 54 specie di uccelli maggiormente rappresentative, che con la loro presenza riflettono lo stato di salute della riserva e la funzionalità dei progetti dedicati alla sua custodia.
Flora
Al patrimonio floristico delle Torbiere è dedicata la guida curata dal naturalista Glauco Patera, nella quale sono presenti sia specie facilmente osservabili lungo i sentieri, sia altre rare e di valore conservazionistico. L’importanza della componente vegetale è certificata dalla presenza di oltre 500 specie censite della flora vascolare, anch’esse in gran parte legate agli ambienti umidi.
Il volume certifica la riduzione del numero di specie presenti nella riserva nel corso degli ultimi venticinque anni. A partire dal 2023 tuttavia una serie di progetti di ripristino ambientale e di reintroduzione hanno parzialmente interrotto questa tendenza. La gestione attiva si rivela quindi un’attività essenziale, e la divulgazione delle conoscenze un supporto apprezzato e funzionale.
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