Un libro sull’Adamello racconta il lento ritiro del suo ghiacciaio

Ruggero Bontempi
Il volume «Adamello: storia di un ghiacciaio», curato da Riccardo Scotti e Anna Bonettini per il Parco dell’Adamello, racconta attraverso immagini e dati il passato e il futuro di uno dei simboli naturali più importanti del territorio
Sotto il manto gelato la storia geografica e umana del territorio bresciano
Sotto il manto gelato la storia geografica e umana del territorio bresciano
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«Adamello: storia di un ghiacciaio» è il titolo del recentissimo volume mediante il quale il Parco dell’Adamello mette a disposizione un altro sussidio per divulgare la conoscenza degli aspetti che caratterizzano e qualificano il suo territorio. E proprio il ghiacciaio è una delle sue icone più preziose.

Tra emozione e scienza

Anche questa volta l’ente parco e la Comunità Montana di Valle Camonica hanno realizzato uno strumento ricco di preziose pagine di meraviglia e di dati, e ancora di stupore per quello che i dati stessi descrivono.

Neve sul Monte Adamello
Neve sul Monte Adamello

Si deve alla penna, alla sensibilità e alle fondamentali conoscenze maturate sul terreno negli anni da Riccardo Scotti e Anna Bonettini, i due curatori, la composizione di un libro scorrendo il quale la componente emozionale che si fa strada nel lettore attraverso il racconto del gigante in sofferenza trova completamento nel rigore della comunicazione affidata a numeri e tabelle aggiornate.

Le immagini del cambiamento

Il grande formato del libro progettato in occasione dell’Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai consente di dare risalto a numerose decine di immagini fotografiche a colori e in bianco e nero.

Le serie storiche riprese in anni diversi dallo stesso punto di osservazione permettono di acquisire la consapevolezza dell’estensione e della potenza delle masse glaciali di un tempo, mentre quelle più recenti, realizzate dagli operatori del Servizio Glaciologico Lombardo impegnati nelle attività di rilevamento, ne documentano lo struggente declino a causa del riscaldamento globale.

Un patrimonio che scompare

In base ai dati e ai modelli sviluppati il grande ghiacciaio del Pian di Neve dal quale si dipartono le valli camune dell’Avio, Adamè, Miller, Salarno e Narcanello, e quelle trentine di Genova e di Fumo, potrebbe scomparire entro la fine del secolo che stiamo vivendo. Chi ha visto con i suoi occhi il grande acrocoro sommitale sul quale si estende il grande ghiacciaio ha senza dubbio vissuto un momento di intensa emozione che è possibile ancora rinnovare.

«Dal mare ghiacciato del Pian di Neve fino ai vigneti di Franciacorta, passando per la valle dell’Oglio e le incisioni rupestri istoriate dagli antichi Camuni - scrive Bonettini - il ghiacciaio dell’Adamello ha di fatto scritto la storia geografica e umana del territorio bresciano».

Per tale motivo, aggiungiamo noi, questo volume non potrà mancare nella biblioteca di escursionisti, alpinisti e appassionati di natura che frequentano il territorio camuno e adamellino.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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