La Strada Statale della Val Pusteria si appresta ad accogliere nei prossimi mesi al Kniepass il primo «ponte verde» dell’Alto Adige. L’infrastruttura farà letteralmente da ponte tra le esigenze della fauna selvatica e quelle della sicurezza stradale, un tema che riveste interesse anche sul territorio bresciano e sulla Valle Camonica in particolare.
Il dato
I dati raccolti dal Nucleo della Polizia Ittico Venatoria della Provincia di Brescia riportano per l’anno 2025 un totale di 17 incidenti stradali che hanno coinvolto specie diverse della fauna selvatica, mentre a livello nazionale l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale ha archiviato nello stesso anno informazioni su 205 incidenti analoghi in Italia, che hanno causato 14 morti e 238 feriti. Il cinghiale, il cervo, il daino, il capriolo e l’orso sono alcune delle specie maggiormente coinvolte.
Molti incidenti tuttavia non vengono registrati, e si stima che le specie animali numericamente più colpite dalla mortalità stradale siano rappresentate tra i mammiferi dal riccio, e tra gli anfibi dal rospo, mentre per gli uccelli risultano pericolose le superfici trasparenti quali i pannelli fonoassorbenti in vetro o plexiglass.
Road ecology
A partire dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso ha iniziato a svilupparsi la «road ecology», una disciplina specifica che si occupa delle interazioni tra l’ambiente naturale e la rete stradale. Una delle sfide principali riguarda la promozione delle reti ecologiche a fianco di quelle tecnologiche (strade, ferrovie, elettrodotti). In molte situazioni le due reti si incrociano e in genere quella tecnologica ha il sopravvento, interrompendo la continuità della rete ecologica.
In tal modo il territorio e anche gli ecosistemi risultano progressivamente frammentati e isolati. Rivestono quindi di notevole importanza a livello progettuale la verifica della compatibilità ecologica della localizzazione, la mitigazione degli effetti ambientali negativi provocati dall’infrastruttura e la compensazione degli impatti residui, da effettuare in tandem tra esperti in materie ecologiche e ingegneristiche.
Sul territorio bresciano, tra le valli e i laghi, sono diverse le zone interessate da diversi anni da interventi finalizzati ad evitare l’attraversamento di strade da parte degli anfibi. Oggi la viabilità viene attenzionata da nuove soluzioni progettuali che riguardano anche i mammiferi di grossa taglia. Recinzioni, tunnel di sottopasso, ponti speciali, catadiottri e segnalatori luminosi tendono a favorire le esigenze di tutela degli uomini e della fauna.



