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Alla scoperta dei fiumi bresciani: i migliori percorsi in bici o a piedi

Dal Mella all'Oglio, passando per il Chiese, lo Strone e il torrente Garza: la rete di percorsi naturalistici che offre il territorio bresciano
Giulia Camilla Bassi
Il territorio bresciano offre bellissimi scorci lungo i fiumi © www.giornaledibrescia.it
Il territorio bresciano offre bellissimi scorci lungo i fiumi © www.giornaledibrescia.it

Da via Orzinuovi, una nuova pista corre per ottocento metri lungo il fiume Mella, fino al sottopasso dell’autostrada A4. Da lì si ricongiunge al percorso aperto la scorsa estate insieme al ponte ciclopedonale verso Roncadelle. È un altro segmento della dorsale che, un pezzo dopo l’altro, attraversa e attraverserà Brescia da nord a sud, seguendo l’alveo del fiume e collegandosi con i Comuni vicini. Non soltanto un itinerario per il tempo libero, ma una vera e propria corsia preferenziale nel verde per chi si muove a piedi o in bicicletta.

Fiume Mella

Stiamo parlando della Greenway del Mella, che attraversa Brescia, ma raramente entra nell’immagine che la città ha di sé: certamente non un lungofiume monumentale, che non raccoglie locali e che, in molti punti, scorre alle spalle degli edifici e delle realtà produttive. Non a caso, nel Piano del verde e della biodiversità del Comune, l’ambito del Mella viene significativamente chiamato «Il fiume da svelare».

La Greenway del Mella © www.giornaledibrescia.it
La Greenway del Mella © www.giornaledibrescia.it

Per cominciare a scoprirlo non è necessario affrontare l’intero tragitto. Per una passeggiata si può scegliere il tratto settentrionale, partendo da Collebeato e scendendo verso Ponte Crotte. Qui la vicinanza delle colline, la vegetazione lungo le sponde e la presenza dell’acqua rendono meno evidente il carattere urbano del percorso. Da Ponte Crotte si può quindi tornare indietro oppure continuare verso via Risorgimento e via Volturno, lungo un tratto riqualificato di un chilometro e mezzo, ampio e separato dalla tangenziale da terrapieni, alberi e siepi.

La bicicletta permette invece di cogliere tutte le trasformazioni del paesaggio. La dorsale è oggi percorribile da Collebeato fino a Roncadelle, anche se alcuni raccordi devono ancora essere completati e non tutto il tragitto presenta l’aspetto uniforme di una greenway. Muovendosi verso sud si passa dal Mella più verde della zona settentrionale, al fiume urbano e produttivo.

Il tratto tra Collebeato e Roncadelle © www.giornaledibrescia.it
Il tratto tra Collebeato e Roncadelle © www.giornaledibrescia.it

Superata via Orzinuovi, il nuovo tratto conduce al sottopasso dell’A4 e al ponte ciclopedonale in legno e acciaio che attraversa il Mella verso Roncadelle. Poco prima del ponte, sulla spalla della vecchia struttura, è stato ricavato anche un piccolo belvedere dal quale osservare il fiume. Il percorso è pianeggiante e, nelle parti più recenti, divide lo spazio riservato alle biciclette da quello destinato ai pedoni. È inoltre illuminato da un sistema a led di ultima generazione che aumenta automaticamente l’intensità della luce al passaggio degli utenti. Ma per chi vuole allungare davvero il viaggio, la Greenway cittadina rappresenta soltanto l’inizio. Risalendo il Mella verso nord ci si collega alla ciclovia che da Brescia raggiunge Bovegno con una pedalata di circa quaranta chilometri.

Torrente Garza

Il Garza © www.giornaledibrescia.it
Il Garza © www.giornaledibrescia.it

Il Mella, però, non è l’unico corso d’acqua cittadino attorno al quale stanno tornando a svilupparsi percorsi pedonali e ciclabili. Nella zona nord di Brescia ha da poco riaperto anche una prima parte della pista che costeggia il torrente Garza, nel tratto compreso tra l’estremità meridionale del cantiere e il ponte di via Sant’Antonio.

Giovedì 23 luglio è stato inoltre varato il nuovo ponte ciclopedonale nei pressi della Santella di via San Cristoforo, che permetterà di attraversare il Garza in quota, sostituendo la vecchia struttura.

Fiume Chiese

Per incontrare il Chiese da vicino basta raggiungere Bedizzole, dove il Parco Airone accompagna il corso d’acqua attraverso un itinerario breve e prevalentemente ombreggiato. La passeggiata comincia in località Bettoletto, accanto al vecchio mulino che ancora oggi ospita la Cooperativa Farine Tipiche del Garda. Nelle vicinanze si trova un comodo parcheggio.

Da qui il tracciato segue il fiume per circa due chilometri e mezzo, inoltrandosi in una fascia boscata che lo rende piacevole soprattutto nei mesi più caldi. Il fondo è adatto anche alle biciclette e lungo il percorso si alternano tratti più vicini all’acqua, radure attrezzate e scorci sulla vegetazione delle sponde.

Il fiume Chiese © www.giornaledibrescia.it
Il fiume Chiese © www.giornaledibrescia.it

Per chi preferisce la bicicletta e vuole allungare il viaggio, il Chiese entra in un itinerario molto più ampio: il cosiddetto Asse del Chiese, un percorso cicloturistico di 107 chilometri suddivisibile in tre tappe, che attraversa la parte orientale della provincia collegando idealmente il lago d’Idro, il Garda e l’Oglio. Lungo il tragitto si incontrano Gavardo, la Valtenesi, Montichiari e Calvisano, con possibili soste presso pievi, musei, frantoi e testimonianze della civiltà rurale.

Fiume Strone

Più appartato e forse meno noto è, invece, è lo Strone, fiume di pianura lungo soltanto diciotto chilometri. Nasce in località Laghetto, a Scarpizzolo di San Paolo, attraversa i territori di Verolavecchia e Verolanuova e termina il suo corso nell’Oglio, nei pressi del ponte di Pontevico. A formarlo sono la confluenza di due seriole e le acque di risorgiva che continuano ad alimentarlo durante il percorso.

Uno scorcio pittoresco del parco dello Strone - Foto © www.giornaledibrescia.it
Uno scorcio pittoresco del parco dello Strone - Foto © www.giornaledibrescia.it

Nonostante le dimensioni ridotte, intorno allo Strone si estende un parco di 735 ettari, istituito per proteggere il suo antico alveo e un paesaggio fatto di anse, zone umide, boschi, campi e manufatti costruiti per regolare l’acqua. Le aree considerate più interessanti sono la località Laghetto, il tratto fra Cadignano e Scorzarolo, il Bersaglio e le Vincellate, alle porte di Pontevico. Il modo migliore per attraversare questo territorio è la bicicletta. Da Cadignano fino a Pontevico, il Parco dello Strone è percorso dalla ciclabile provinciale Brescia–Cremona. La pista consente di muoversi nella campagna seguendo il piccolo fiume e raggiungendo borghi rurali come Bettegno, Campazzo e Scorzarolo, oltre ai centri di Verolavecchia, Verolanuova e Pontevico. Non bisogna però immaginare un lungofiume continuo.

Lo Strone è spesso nascosto sotto il livello dei campi, stretto nella vegetazione oppure affiancato da seriole e canali irrigui. La ciclabile attraversa il suo parco e permette di ritrovarlo in punti diversi, trasformando la pedalata in una scoperta graduale del paesaggio della Bassa.

Fiume Oglio

Se lo Strone tende a nascondersi, l’Oglio occupa, invece, un paesaggio molto più ampio. Il fiume attraversa la pianura occidentale bresciana fra boschi ripariali, campi, greti, isole sabbiose e lanche, gli antichi rami che l’acqua ha progressivamente abbandonato. È il territorio del Parco Oglio Nord, area protetta che segue il corso del fiume per oltre novanta chilometri, dal lago d’Iseo fino all’incontro con il Mella.

Per una prima escursione si può scegliere il Sentiero Campestre 2, con partenza e arrivo nella frazione di Barco, a Orzinuovi. L’itinerario è lungo 8,3 chilometri, è classificato come facile e può essere percorso a piedi, in mountain bike oppure a cavallo. Il fondo è prevalentemente sterrato e solo in parte asfaltato. Il bosco è uno degli ambienti più caratteristici del Parco. Pioppi neri, salici bianchi, robinie, farnie e olmi accompagnano il percorso, insieme a piccoli ponti in legno e zone umide. Nei dintorni si incontra anche il nucleo storico di Barco, dominato dal castello costruito nel Quattrocento dalla famiglia Martinengo.

Chi cerca un’escursione più lunga può invece seguire il Sentiero Verde dell’Oglio, un cammino di 101,4 chilometri articolato in sei tappe da Sarnico a Ostiano, nel Cremonese. Il dislivello complessivo è modesto e il percorso dispone di una traccia GPX ufficiale.

Tra le porzioni più interessanti per il territorio bresciano c’è anche quella da Urago d’Oglio a Orzinuovi: quasi venti chilometri attraverso Rudiano, il santuario della Madonna in Pratis, l’oasi verde Lanca Uomo e i boschi spondali del Parco. Più a sud, la tappa da Orzinuovi a Quinzano attraversa il Bosco di Barco, l’Isola Uccellanda e i nuclei rurali di Villagana e Acqualunga, prima di raggiungere la pianura di Quinzano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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