Ettore Campana, alpinista ed avventuriero bresciano, si è portato gli studenti dello Sraffa sulla cima del Lenin Peak in Kirghizistan a 7.134 metri. Non lo fatto letteralmente, ma con il quinto capitolo dell’iniziativa «Scalo Sogni»: «L'idea era quella di coinvolgere i ragazzi, cercare di trasmettergli i valori cardine di questo progetto che si basa su autostima, fiducia, credere in se stessi e uscire dalla propri comfort zone – ci ha raccontato il protagonista dell’avventura, che oggi ha incontrato gli studenti nell’aula magna della scuola –. Abbiamo pensato di far sì che l'outdoor potesse entrare in un contesto educativo e quindi l'idea è stata proprio quella di coinvolgere gli studenti per cercare di lasciare un messaggio che potesse viaggiare nel loro percorso di crescita».
Il progetto
Il progetto, nato nel 2023 per supportare il reparto di oncoematologia degli Spedali Civili, è sbarcato quest’anno per la prima volta anche in una scuola: «Siamo stati contattati da Tony Massardi e da Ettore per mezzo della professoressa Godano e abbiamo subito accolto con entusiasmo questa proposta che usciva un po' dai canoni con cui si intende proporre delle attività ai ragazzi – ci ha spiegato la professoressa Caterina Conca, che ha anche la funzione strumentale all’inclusione. – Abbiamo riflettuto sul fatto che l'apprendimento non passa solo dai libri di scuola, ma attraverso le esperienze e le condivisioni. Queste abilità aiutano i ragazzi ad affrontare la vita e l’esperienza di Ettore, secondo noi, può essere un veicolo perfetto per trasmettere questo tipo di messaggio».

Campana ha fatto 54 giorni di viaggio tra Kirghizistan e Tagikistan in cui ha percorso prima 1.660Km in bicicletta, poi ha toccato la vetta del Lenin Peak prima di scendere con gli sci fino al campo 1, il tutto con il supporto delle quattro classi coinvolte (tutte di quarta) oltre ad un gruppo di ragazzi del laboratorio LiberalArte: «Sono stati una vera benzina per me, ho sentito il loro supporto ad ogni passo ed è stato emozionante portare con me le bandierine con i loro sogni e i braccialetti fatti dai ragazzi del laboratorio – ha spiegato Ettore, che ha condiviso spesso aggiornamenti sul viaggio tramite Instagram proprio per permettere ai ragazzi di seguirlo passo dopo passo: «Ci siamo sentiti lì con lui durante il viaggio grazie ai suoi video e ai nostri messaggi che si è portato dietro, è stato molto emozionante seguirlo», ha sottolineato una delle studenti. Ma non è stata l’unica, una compagna ha aggiunto: «Ci ha permesso di comprendere che non basta sognare, ma bisogna anche agire, capire quali sono i nostri sogni e provare ad inseguirli come ha fatto lui portando i nostri sulla cima».
Il progetto ora che è sbarcato a scuola difficilmente tornerà indietro considerando i feedback ricevuti dagli stessi studenti: «Abbiamo aiutato lui e lui ha aiutato noi – ha concluso un’altra studentessa dello Sraffa –. Diciamo che è stato un rapporto bellissimo e un’esperienza da rifare assolutamente». Al termine dell’incontro è arrivata una sorpresa: il progetto avrà un’appendice perché ora toccherà agli studenti toccare con mano un’esperienza outdoor, un’escursione assieme a Ettore e Tony in Valle di Mompiano.




