Outdoor

Ettore Campana ha raggiunto la cima del Lenin Peak

Il giovane alpinista bresciano è riuscito nel duplice e ambizioso obiettivo di scalare la remota montagna del Kirghizistan e di scendere con gli sci ai piedi dalla sua parete nord
Ruggero Bontempi

Ettore Campana e il suo progetto Scalo Sogni hanno portato a termine una nuova tappa raggiungendo la cima del Lenin Peak (7134 metri), con qualche brivido in fase di salita.

Il giovane alpinista bresciano è riuscito nel duplice e ambizioso obiettivo di scalare la remota montagna del Kirghizistan e di scendere con gli sci ai piedi dalla sua parete nord.

Dopo avere effettuato alcune salite per raggiungere il necessario acclimatamento per l’alta quota è iniziata al campo base la snervante attesa delle condizioni meteorologiche favorevoli.

Appena si è palesata la prima finestra utile Campana l’ha colta subito e si è portato velocemente al Campo 1, uscendo dalla tenda alle 3 di notte per raggiungere il Campo 2 e il giorno successivo il Campo 3 (6100 metri).

L’involontario danneggiamento del materassino gonfiabile lo ha costretto a dormire per poche ore praticamente sulla neve. Tutti gli alpinisti impegnati sulla montagna hanno ripreso la via della vetta allo scoccare della mezzanotte. Anche Ettore è partito con loro con gli sci ai piedi, sotto un cielo senza luna che ha raccontato mostrarsi «illuminato da un oceano di stelle».

Imprevisti

Raggiunta la quota di 6200 metri Campana si è ritrovato in compagnia di un alpinista siberiano e con lui si è preparato ad affrontare il cosiddetto «knife», il tratto più difficile della scalata rappresentato da una sezione di parete ripida e con affioramenti rocciosi.

Riposti gli sci nello zaino i due hanno calzato i ramponi e hanno proseguito superando tutte le altre cordate. Quasi al termine di questo tratto delicato è accaduto un inconveniente che avrebbe potuto avere gravi conseguenze. Un rampone si è staccato da uno scarpone di Campana rimanendo attaccato con il solo cinturino, costringendolo a una manovra al buio scomoda e pericolosa per sistemarlo e poter riprendere la progressione.

Alla quota di 7000 metri nel freddo pungente l’alba ha iniziato ad illuminare i due alpinisti, e alle ore 8 e 40 di ieri il sogno ha trovato compimento sulla vetta, dove Ettore ha srotolato le bandierine consegnate dagli studenti bresciani per riaffermare il valore dell’impegno nello sport come fonte di ispirazione per affrontare le fatiche della vita.

Sulla cima l’euforia ha lasciato presto spazio alla concentrazione necessaria per affrontare con gli sci la lunga discesa tra i crepacci della parete nord che si è conclusa al Campo Uno.

Un altro sogno condiviso è stato realizzato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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