La matematica parlamentare sembra non lasciar scampo a François Bayrou: se, in occasione del voto di fiducia del prossimo lunedì sollecitato a sorpresa dallo stesso primo ministro, il Rassemblement National e le forze di sinistra confermeranno il no annunciato, il governo giungerà al capolinea dopo soli otto mesi di lavoro.
Più che un azzardo, la mossa pare un espediente per levarsi dall’impaccio di governare la Francia in uno dei periodi più delicati della storia recente, e per di più senza maggioranza, senza però farlo apparire come un passo indietro ma addossandone la responsabilità alle opposizioni. Leggere questo passaggio con la sola lente della cronaca e della tattica politica rischia però di far perdere di vista ciò che di più grande, profondo e complesso sta attraversando la politica francese. La crisi di governo che con tutta probabilità si aprirà all’indomani del voto di lunedì ne nasconde infatti almeno altre due.




