Il test della vicina

Avete presente quel tipo di bambino che fa una pensata al giorno e non si limita a tenersela in testa perché non vede l’ora di tradurla in fatti? Luca aveva proprio un figlio così. Per esempio, quando Roberto decide di vendere i limoni cresciuti sulla pianta del terrazzo affigge volantini manoscritti per tutto il quartiere e arriva una segnalazione per affissione abusiva (sull’opportunità di questo richiamo di potrebbe discutere, ma in altra occasione).
Nella stessa estate, decide di creare un fotomontaggio con cani alati per incentivare le adozioni dal canile per cui la madre fa la volontaria. Tutto questo accadeva prima che frequentasse il quarto anno della primaria. Quando Roberto si diploma, chiede al padre un po’ di soldi per finanziare un’idea che ha avuto. Da portatore sano di pensiero attivo, ha preparato l’abbozzo di un piano di investimento.
Luca, il padre, ha le migliori intenzioni però il rampollo lo conosce: non è che si tratta di una delle nuove fantastiche idee a cui ne faranno seguito altre dieci e così si darà fondo ai risparmi di famiglia grande progetto dopo grande progetto? Quindi guarda il figlio: «Vai, suona alla vicina e vedi se la convinci» Roberto strabuzza gli occhi: «La vecchia? Ma quella che ne sa? Non capisce niente. E mi odia!» Che poi non è che proprio lo odiasse, solo aveva ancora in mente il tentativo di elettrificazione della grondaia comune per dissuadere i piccioni dallo stazionamento.
«Pensi che dovrai convincere solo chi ti vuole bene?» Roberto impiega una settimana prima di trovare il coraggio di affrontare la vicina, che lo ascolta allibita e indifferente. Alla fine dell’incontro gli allunga l’equivalente di cinque euro, non si sa bene se come incentivo all’impresa o incoraggiamento ad andarsene. Seconda mossa? Luca manda Roberto a discutere con il responsabile la filiale della banca presso cui la famiglia ha il conto.
Il finanziamento viene concesso, con l’avallo dei genitori. Roberto adesso ha una piccola azienda, con buone idee far fronte a quel futuro prossimo sul quale la maggioranza di noi ha poche certezze. Il suo elemento di forza è che parla a tutti come se fossero una vicina di casa attempata, ostile e fermamente convinta a non dare un centesimo. Farebbe bene a tutti un po’ di esperienza con una vicina ostile: aiuta a chiarirsi le idee.
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