L’identità di Brescia è sempre più glocal. A dimostrarlo è una ricerca condotta da studiosi dell’Università Cattolica di Brescia coordinati da Vincenzo Cesareo (professore emerito di Sociologia e presidente del Consiglio dei Saggi dell’Associazione Italiana di Sociologia) che ha preso in esame, attraverso una trentina di interviste qualitative, alcuni ambiti del contesto territoriale quali le imprese industriali, il turismo, la cultura e l’ambiente.

Dall’analisi emerge che la percezione del glocal, sia come «scenario» sia come «strategia di azione», è ampiamente presente nelle affermazioni e nelle pratiche degli intervistati. Nel campo delle imprese industriali gli intervistati possiedono una concreta esperienza del glocal poiché le loro realtà imprenditoriali presentano una strategia globale e insieme un forte radicamento locale.
Il termine è già a loro noto in quanto utilizzato, ad esempio nel network di Confindustria Brescia, nei convegni, nel marketing e nei piani strategici. Gli imprenditori pongono l’accento sul nesso tra i due fattori sottolineando che occorre avere coscienza della vastità dei mercati di sbocco dei propri prodotti e al contempo essere radicati in un territorio dotato di una peculiare vocazione per un genius loci e insieme un genius familiae. Tali aspetti sono collegati a un’altra vocazione, quella imprenditoriale, che porta a una produzione di qualità apprezzata anche all’estero.
Anche dalle parole degli intervistati dell’ambito della cultura e del turismo emerge una feconda integrazione tra locale e globale; fra custodia, valorizzazione e implementazione di patrimoni, tradizioni, saperi locali e la dimensione universale/globale del sapere, dei modelli, delle tendenze, delle relazioni. Al contempo si registra una certa attenuazione delle chiusure campanilistiche e provincialistiche, così come delle tentazioni banalmente emulative di fenomeni globali. Molti avvertono, come manifestazione peculiare del glocal, la presenza a Brescia di portatori di culture «altre», e la necessità di offrire loro strumenti per conoscere la cultura di accoglienza nelle sue diverse forme artistiche, musicali, figurative, performative.
Infine, anche la maggior parte degli intervistati sui temi ambientali ritiene che il glocal sia ormai un dato di fatto, già presente nella realtà bresciana, e insito nelle strategie per affrontare il mutamento climatico, nell’ottica di «agire localmente, pensare globalmente».
Nel complesso i contenuti della ricerca, confluiti nei due volumi «Brescia glocal. Esperienze e scenari di trasformazione» e «Brescia glocal. La voce dei protagonisti», mostrano come il glocal sia una prospettiva nella quale situazioni, problemi e soluzioni di ordine locale vanno a influenzare situazioni, problemi e soluzioni di ordine globale e viceversa. Del resto, ogni attività economica, sociale e culturale dotata di valore necessita di un legame con il territorio (relazioni, storie, know how, ecc.) e allo stesso tempo richiede un’apertura al globale per potere partecipare a reti e opportunità più estese.
L’identità di Brescia è sempre più glocal perché qui crescono il bisogno di un radicamento al locale e quello di una apertura al globale, secondo il principio dell’et-et che si misura in maniera inclusiva con la complessità. Anche per questo la prospettiva glocal necessita di essere sempre più approfondita e discussa all’interno dei contesti decisionali dove gli attori economici e politici sono chiamati a delineare le traiettorie per il futuro sviluppo del territorio bresciano.




