Opinioni

«Butta la pasta, mettici il cuore»: la storia di Marisa

La giovane non sa cucinare, le manca proprio il talento. Un giorno riceve un invito a cena a casa di amici: l’intento è farle conoscere qualcuno che possa piacerle
In foto le orecchiette
In foto le orecchiette
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Marisa non sa cucinare. È al livello zero di una scala che parte da uno. Potrebbe essere in imbarazzo anche solo nel friggere uova. Non le manca l’impegno: le manca proprio il talento. Un giorno va in Puglia e le regalano un sacchetto di orecchiette, di quelle buone prese dal pastaio, con il controllo della filiera da prima che cominci e manca poco chiedano certificazione delle modalità di cottura, insomma un prodotto di prim’ordine.

Marisa guarda le orecchiette e considera che il pensiero è gentile, ma sprecato: è sbagliato il destinatario. Pensa che organizzerà una cena a casa e le farà cucinare agli ospiti, che è poi la strategia che adotta per uscire senza mortificazioni dalle secche della convivialità mangereccia. Al rientro a casa, in stazione si accorge che la bicicletta che aveva lasciato legata al parcheggio ha una ruota a terra. È metà pomeriggio e deve farsi venire a prendere. La sua amica Laura esce dal lavoro un’ora prima e passa in auto a caricare lei e la sua bici. Come ringraziare per tanta gentilezza? Marisa regala le orecchiette a Laura.

La settimana dopo Marisa riceve un invito a cena a casa di amici di amici. Saranno in quattro e sì, è quello che sembra: uno degli encomiabili sforzi della sua cricca di amici per farle conoscere qualcuno che possa piacerle (da questo è facile intuire che la storia è avvenuta qualche anno fa, prima che le App per incontri sostituissero amici prodighi, rendendo questi ultimi una specie sostanzialmente estinta). Entra con il gelato comprato all’angolo e la prima cosa che sente dopo le presentazioni è la parola «orecchiette». Vengono decantate e il dubbio che le viene si trasforma in certezza quando vede la confezione vuota sul ripiano della cucina. Sono le «sue», quelle che lei ha dato a Laura.

Come sono finite lì? Ma, soprattutto, è il caso di chiederlo? Soprattutto, Laura non è tra gli invitati e non le ha mai sentito nominare questo Giancarlo che ha appena messo le orecchiette in pentola. Marisa ha tanti pregi, ma la capacità di tacere non è tra questi. Scopre che Giancarlo ha parenti a Bari e, dall’ultimo viaggio, si è portato quella pasta speciale di quel produttore particolare. Una buffa coincidenza.

Marisa racconta delle sue orecchiette e di Laura a cui le ha regalate. Giancarlo è un gran cuoco e un ospite accogliente e una persona dalla conversazione varia e dagli interessi eclettici... scatta la simpatia (e mi pare il minimo). Prima di salutarsi, decidono tutti che alla prossima cena verrà invitata anche Laura, che ovviamente porterà le orecchiette.

Un gran progetto, ma Laura la pasta l’ha già regalata a sua madre, che ha provveduto a metterla in tavola. A Giancarlo viene un’idea: non è che a Marisa farebbe piacere tornare con lui in Puglia per racimolare gli ingredienti per la prossima cena? Il viaggio non si farà, non subito, ma Marisa e Giancarlo stanno insieme da parecchi anni e in primavera vanno sempre in Puglia e prendono quelle orecchiette lì, ma le mangiano solo a cene con gli amici. Magari fanno innamorare qualcuno. E comunque no, Marisa non ha ancora imparato a cucinarle.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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