Opinioni

Speranza, la forza del cambiamento

È energia che usa prospettive inconsuete per costruire giorno dopo giorno la rinascita
Speranza, la forza del cambiamento - © www.giornaledibrescia.it
Speranza, la forza del cambiamento - © www.giornaledibrescia.it

Siamo in un tempo di trasformazioni epocali e diffuse incertezze. Tutto appare in agitazione ma non in movimento e spesso ci sembra di attraversare una zona di nebbia dove lo sguardo si accorcia e il più delle volte al pensiero manca la prospettiva.

È in questo momento che si avverte acuta la necessità della speranza, non come «l’ultima dea» cui chiedere aiuto, quanto come nuovo orizzonte da ritrovare. Sperare è verbo generativo, non tanto una formula benaugurante e non contiene illusioni. Non è fuga dal tempo, ma attesa di energie da usare e ricerca di una chiave con cui trovare la fiducia e lo sguardo lungo con cui vedere lontano.

Sperare è come percepire una corrente interna che attiva risorse nascoste come la perseveranza e la resilienza. La radice «spa-» di speranza viene dal sanscrito e porta con sé l’idea di un movimento di energia fisica e mentale.

Fu forse Freud a riconoscere per primo alla speranza il valore di una forza capace di farti chiedere aiuto quando stai male ma, al contempo, spingerti a cercare nel «sottosuolo» della tua coscienza l’energia che serve per rimettere in moto il desiderio di riprendere il cammino.

Le neuroscienze oggi sostengono che la speranza è qualcosa di generativo perché «accende» le aree frontali del cervello e sollecita la produzione di sostanze che danno sollievo dal dolore, simili all’oppio o alla morfina. Perciò Fabrizio Benedetti, neurofisiologo e grande esploratore del cervello, in un bel libro («La speranza è un farmaco che cura», Mondadori), sostiene il grande valore di questo sentimento.

Non è un dono gratuito la speranza. Richiede sforzo, impegno, fatica anche solo in quanto ricerca di parole da condividere, empatiche, precise, potenti, salvifiche. Se è attesa, ricordiamolo, non è mai di qualcuno che ci venga a salvare, ma di risorse nostre da costruire e mobilitare per preparare il cambiamento che va immaginato anche quando non ci sembra possibile. Assomiglia allo stare in barca nella bonaccia che è calma piatta dove non spira un alito di vento.

Ed è allora un rimanere vigili all’ascolto del silenzio o di quel sottile rumore delle correnti che accarezzano lo scafo. Vuol dire che sperare è prepararsi al momento in cui si può ripartire e significa fantasticare. Come diceva ancora Freud, è ciò che fa l’uomo insoddisfatto quando produce fantasie e desideri da realizzare per colmare vuoti e mancanze.

Accanto alla fantasia però serve anche l’immaginazione, atto mentale creativo con cui cerchiamo possibili soluzioni. La speranza, figlia del pensiero divergente, è energia che usa prospettive inconsuete per costruire giorno dopo giorno l’alternativa del cambiamento e la rinascita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoA2A, nel 2025 quasi 900 milioni di euro il valore generato per BresciaA2A, nel 2025 quasi 900 milioni di euro il valore generato per Brescia

Presentato il Bilancio di sostenibilità territoriale del Gruppo: investiti 301 milioni, Brescia laboratorio di innovazione

Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ