Riprendere le normali attività dopo un lungo periodo di ferie non è facile per nessuno, adulti o bambini che siano e la risposta che si manifesta di solito, si chiama «sindrome da rientro». È uno stato psicofisico che ultimamente molte ricerche hanno definito come un momento delicato che genera stress. In fondo è una condizione di passaggio che richiede adattamento.
Come si manifesta
A volte si manifesta con stanchezza e in altri casi con l’alterazione dell’umore, facile irritabilità, difficoltà di concentrazione e attenzione. Alcuni sentono una forte nostalgia dei ritmi e altri un sentimento di tristezza dato dal dover lasciare i luoghi piacevoli della vacanza a cui si mescola la fastidiosa sensazione di un tempo pesante fatto di scadenze e ritmato da pianificazioni ansiogene, che ci attende. Per genitori e figli, la frustrazione maggiore è il ritorno alla vita abituale e lo stress che si vive può rappresentare un piccolo trauma.
Ci sono diverse indagini che dicono di un italiano su due alla ripresa tenta di consolarsi mangiando di più, quasi come per esorcizzare la tristezza e il relax perduto. I bambini e gli adolescenti invece reagiscono cercando di ritardare il più possibile il sonno della sera, come per mantenere attivi i ritmi vacanzieri.
Un riadattamento alla realtà insomma, sovente problematico e controproducente per tutti (adulti o bambini) in quanto spinge a riprendere subito i ritmi frenetici della propria attività sospesa.
Come sfruttare il riposo delle vacanze
Bisognerebbe invece «rimettersi in pista» per gradi cercando di non bruciare in un attimo i benefici del relax ottenuto. Ad esempio un ritmo più lento, potrebbe anche essere quello di concedersi al mattino qualche minuto in più per la colazione e non gettarsi di colpo nella frenesia quotidiana. Oppure, durante la giornata, potrebbe servire dilatare i tempi di lavoro e alternarli con pause anche brevi ma rigeneranti.
Di certo il tempo per il riposo notturno è fondamentale. Aver cura del sonno è fondamentale come anche l’evitare di passare bruscamente dalle dieci ore delle vacanze alle sei della vita consueta. Per la psiche è importante cercare di ridurre quella lamentosità dannosa della nostalgia che alimenta aspetti e visioni negative della realtà quando invece è di grande importanza mantenere attivo uno sguardo positivo sul mondo che nutre la fiducia verso la vita e il futuro.
Di grande significato c’è l’aiutare bambini e adolescenti a ritrovare, al rientro, nuovi equilibri con la scuola e le incombenze dello studio, favorendo il più possibile il ritorno a un tempo adeguato per il sonno dato per lo più, dall’andare a letto presto la sera e senza dispostivi digitali. I ritmi cadenzati dall’attività scolastica e alternati con pause rigeneranti e attività fisica durante il giorno, aiutano a superare la sindrome da rientro.




