L’effetto congiunto dei mancati ristori per i rincari dei materiali e del perdurare della crisi energetica sta determinando una crescente difficoltà finanziaria sia per il tessuto produttivo sia per le amministrazioni locali. In particolare, i Comuni e gli enti locali di minori dimensioni dispongono di margini finanziari più limitati per assorbire l’aumento dei costi e far fronte agli extra-oneri, con il rischio concreto di dover rallentare o sospendere la realizzazione delle opere già programmate.
Il caro materiali non è un problema di categoria. Le imprese stanno eseguendo opere aggiudicate a condizioni che non esistono più e oggi la legge pone una parte di quei costi a carico dei bilanci di Comuni e Provincia. Se la manovra non interviene, il conto lo pagheranno le opere che il territorio aspetta. Ance Brescia, in linea con la posizione di Ance nazionale, chiede che la Legge di Bilancio 2027 intervenga sulle esigenze delle imprese e della Pa, ponendo quattro richieste: il pagamento delle compensazioni già maturate e non corrisposte; la copertura dei maggiori costi del 2026 oggi a carico delle stazioni appaltanti; una prospettiva per la liquidità delle imprese anche oltre la fine dell’anno; la continuità degli investimenti pubblici dopo la conclusione del Pnrr.
I dati elaborati dal Centro Studi Ance fotografano infatti un quadro di forte crescita dei costi. Tra febbraio e agosto 2026 il bitume stradale è aumentato del 43,2%, il tondo per cemento armato del 23,9% e i principali polimeri impiegati in edilizia di oltre il 20%. Nello stesso periodo il gas naturale è salito del 92,3%, l’energia elettrica del 57,3% e il gasolio alla pompa del 23,4%. Per Ance Brescia, il problema non riguarda soltanto l’entità dei rincari, ma anche il momento in cui si manifestano.
Nel 2025 i prezzi di petrolio, bitume, acciaio e materie plastiche erano in calo e molti dei contratti oggi in esecuzione sono stati aggiudicati sulla base di quei valori. Lo scarto tra le condizioni di gara e i costi attuali risulta quindi più ampio di quanto suggerisca la sola variazione registrata nel 2026. La questione è particolarmente rilevante nel Bresciano, dove la siderurgia rappresenta una componente rilevante della filiera delle costruzioni: l’aumento dell’energia incide sia sui produttori di acciaio sia sulle imprese che utilizzano e posano i materiali nei cantieri.
Alla Regione chiediamo un Prezziario fondato su valori veritieri e analisi corrette, ribadendo la nostra disponibilità a contribuire al progressivo affinamento dello strumento. Alle stazioni appaltanti chiediamo invece di utilizzare pienamente gli strumenti già messi a disposizione dalla legge, accogliendo le richieste di sospensione del recupero dell’anticipazione, applicando tempestivamente le clausole di revisione dei prezzi e verificando la congruità degli importi posti a base di gara nei nuovi bandi. L’obiettivo è garantire continuità agli investimenti e alla realizzazione delle opere.



