Chiara ha sposato Roberto quando era ben oltre i trent’anni. Entrambi avevano avuto relazioni durature prima di incontrarsi e sono arrivati al matrimonio con la piena consapevolezza di due adulti che prendono l’impegno molto sul serio.
A vederli fino a un paio di anni fa, sembravano una di quelle coppie indissolubili: affiatati, spiritosi, intraprendenti. Quando lui ha deciso di avviare un negozio mantenendo la sua prima attività, lei lo ha affiancato investendo il proprio tempo libero e tutte le competenze professionali spendibili nell’impresa: dal piano di investimento ai criteri per la selezione del personale. Quando i genitori di lei si sono ammalati, lui è stato presente rendendosi utile in ogni maniera. Quando il fratello di lui ha subìto un ricovero impegnativo, lei si è rivelata l’assidua organizzatrice di turni d’assistenza e sostegno.
Un quadro perfetto, vero? All’apparenza sì. Tanto che quando, poco più di un anno fa, hanno iniziato a spiegare che si erano lasciati, nessuno della loro cerchia pareva in grado di capacitarsene. Cioè, se si lasciano Chiara e Roberto, chi mai potrà restare insieme per una vita?
Il primo disappunto, dunque, è stato perché la loro scissione era un po’ come l’eliminazione di un paio di punti cardinali nell’immaginario affettivo degli amici. E poi è partita l’indagine: almeno spiegateci il perché, aiutateci a farcene una ragione. E qui arriva la parte veramente complicata, perché i due – che sono sempre stati allineati su tutto – lo sono stati anche sulle argomentazioni della separazione.
Riporto testualmente le parole di Chiara: «Perché siamo stati felici insieme e siamo anche stati tristi insieme, ma quando si è trattato di resistere... ognuno ha resistito per sé». Forse è questo il punto che sfugge quando guardiamo una coppia da fuori. Essere felici insieme non è poi così difficile, e nemmeno essere infelici: se siamo adulti emotivamente attrezzati, sappiamo organizzarci su un obiettivo, abbracciarci davanti a una disgrazia, sostenerci quando la vita si intensifica.
Il difficile viene quando non succede niente, quando bisogna aspettare, sopportare, ripetere e nessuno ha bisogno di essere salvato e non c’è niente da celebrare. Di certo, Roberto e Chiara resteranno i migliori amici mai visti.



