Pmi: la filiera motore prezioso, ma nell’emergenza non basta

Un segmento solido del tessuto produttivo cui serve collaborare in seno alle filiere e avere il sostegno di banche e istituzioni
Pmi, la flessibilità tra i punti chiave dell'impresa - © www.giornaledibrescia.it
Pmi, la flessibilità tra i punti chiave dell'impresa - © www.giornaledibrescia.it
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Sottolineare come i numeri evidenzino la solidità e una certa tendenza a mantenere una posizione competitiva attraverso flessibilità e capacità di operare anche i mercati turbolenti, è un primo aspetto importante per dare a questa fotografia l’opportunità di offrirci una visione, diciamo, in movimento e prospettica. La stabilità sostanziale nel numero delle imprese di queste dimensioni associata a una tendenza sempre più marcata a consolidarne la struttura patrimoniale rappresentano un dato significativo relativamente alla maturità ormai raggiunta da questo settore economico locale.

Tutto questo si traduce in forme organizzative e produttive più strutturate, ancor più in grado di competere a livello internazionale, ma anche ad un evidente disponibilità a confrontarsi con le sfide dell’innovazione. Vale anche la pena di sottolineare come, pur in periodi complessi il contributo occupazionale di queste imprese mostri trend positivi, soprattutto laddove il rapporto tra domanda e offerta di personale qualificato trova un punto d’incontro. Andando un po’ più in dettaglio, le difficoltà, sebbene parziali, dei settori tradizionali (manifattura, agricoltura e commercio) sono compensate dalla crescita delle realtà imprenditoriali legate ai servizi avanzati tecnici, professionali e scientifici.

Allo stesso tempo è significativo sottolineare come il sistema delle imprese bresciane a tutto tondo usufruisca sempre più di nuovi servizi sul fronte finanziario e assicurativo, oltreché di altri proprio realizzati attraverso la capacità di sostenere lo sviluppo generata da piccole medie imprese locali. Va poi sottolineato come, nei vari settori importanti per la provincia, un ruolo significativo e consolidato è quello che vede lo sviluppo di piccole medie imprese operanti nel nell’ampio ambito del settore turistico. Il dato è importante non solo per comprendere come questa vocazione, naturale per la provincia, sia valorizzata da questo genere di imprese ma anche, e soprattutto, perché richiama l’importanza del concetto di indotto che genera un trend positivo in ambito turistico.

Sotto la lente

Spesso ci si sofferma sul tema dimensionale, sottolineando come per queste imprese possa rappresentare un limite allo sviluppo. In realtà più che la dimensione delle imprese viste nella loro individualità, gli elementi di debolezza che possono zavorrarle nascono laddove siano sottostimati i temi organizzativi, i processi legati allo sviluppo di prassi innovative, la sottocapitalizzazione, piuttosto che una visione miope sulla destinazione del valore generato dalle attività d’impresa, o la scarsa volontà di inserire talenti in grado di sostenere le esigenze di cambiamento e di flessibilità. È innegabile sottolineare come la cultura imprenditoriale che caratterizza le Pmi bresciane stia dando risposte positive. Un tema che certamente merita ulteriore attenzione è quello della collaborazione tra imprese.

Confronto «orizzontale»

Collaborazione che può essere declinata sia facendo riferimento alla necessità di appartenere proattivamente alle filiere di competenza, sia generando quella disponibilità al confronto «orizzontale» che permette all’innovazione di svilupparsi adattandosi a realtà diverse da quelle che l’hanno originata. Aprendo una finestra sul futuro prossimo, vari sono i temi che sarebbe opportuno porre all’attenzione sia degli imprenditori sia delle istituzioni.

Tra questi il primo è legato all’esigenza di sostenere, per un periodo adeguato, queste imprese, qualora dovessero trovarsi in una fase di forte rallentamento delle economie locali e mondiali. L’emergenza deve chiamare operazioni emergenziali e qui vanno chiamati in causa sia gli istituti bancari sia le istituzione pubbliche, ma anche quelle istituzioni finanziarie la cui capacità di immettere risorse nel mondo produttivo rimane ancora sostanzialmente solida. Allo stesso tempo sarebbe opportuno, qui chiamando in causa direttamente le associazioni di rappresentanza datoriale, agire rapidamente per sostenere forme di collaborazione di varia natura.

«Piccolo rimane bello»

Tornando sul tema dimensionale, è importante sottolineare come culturalmente «piccolo rimane bello» e come l’aggregazione si scontri con quella forte tensione imprenditoriale che da sempre caratterizza l’imprenditoria bresciana (non solo). Sempre in tema aggregativo una sfida fondamentale è quella legata alla capacità di offrire strumenti e percorsi efficienti, possibilmente lineari e semplici, a chi, per motivi vari, si mostra disposto a muoversi in ottica aggregativa. Anche da questo punto di vista agire in questa fase sarebbe opportuno per limitare vincoli alla volontà/necessità di aggregarsi che il momento può suggerire.

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