Cronaca

Il cardinale Re: «Leone XIV è il Papa di cui ha bisogno il nostro tempo»

Il porporato bresciano e l’annuncio del vescovo Pierantonio Tremolada: «Bene l’invito a Brescia nel solco di Paolo VI»
Papa Leone XIV insieme al cardinale Giovanni Battista Re
Papa Leone XIV insieme al cardinale Giovanni Battista Re
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Alle 18.08 dell’8 maggio, mentre tutto il mondo stava guardando il comignolo sopra la Cappella sistina, la fumata bianca annunciava l’elezione del successore di Pietro; dopo un’ora veniva solennemente pronunciato l’habemus papam: i cardinali avevano eletto Robert Francis Prevost; ancora un po’ d’attesa ed ecco Leone XIV che si affacciava per la prima volta al mondo.

È trascorso un mese, in questo periodo (certo molto breve) abbiamo iniziato a conoscere il nuovo pontefice. Ne parliamo in Vaticano con il cardinale Giovani Battista Re, decano del Collegio cardinalizio; ha celebrato il funerale di papa Francesco, quindi ha guidato le congregazioni che hanno preceduto il conclave ed ha poi presieduto la messa «pro eligendo pontifice» prima che i cardinali entrassero nella Sistina. La gratitudine per quanto fatto gli è stata tributata proprio dal Pontefice nell’incontro con i porporati due giorni dopo l’elezione.

Il cardinale Giovanni Battista Re
Il cardinale Giovanni Battista Re

Il decano del Collegio, Giovanni Battista Re, merita un applauso, almeno uno se non di più» ha detto papa Prevost, per poi sottolineare la «sapienza» del porporato bresciano «frutto di una lunga vita e di tanti anni di fedele servizio alla sede apostolica, ci ha molto aiutato in questo tempo». Prima del Papa era stato il cardinale Re a prendere la parola, subito sottolineando a Prevost «l’entusiasmo con il quale il mondo ha accolto la sua elezione a successore di Pietro».

«Ha gioito tutto il mondo – ha proseguito il porporato camuno – ma abbiamo gioito anche noi e ho apprezzato la gioia in Perù, che ha detto: nuestro Papa, nuestro Papa!». A nome di tutti i cardinali, ha assicurato al Pontefice vicinanza, fedeltà, desiderio di collaborare: «Collaborare perché la Chiesa sia arca di salvezza e anche faro nel buio della notte».

Eminenza, un mese fa i cardinali eleggevano Leone XIV.

«È stato un conclave breve che ha scelto il Papa di cui la Chiesa e il mondo hanno bisogno in questo nostro tempo; un tempo segnato, da un lato, da un grande affievolimento del senso di Dio e da un impoverimento di valori umani e cristiani, e, dall’altro, è attanagliato da guerre con orrori disumani e con migliaia di morti e distruzione».

Qual è la personalità di papa Prevost?

«Il nuovo Papa è un uomo mite, di grande equilibrio e vicino alla gente. Ha scelto il nome, come lui stesso ha spiegato, in ricordo di papa Leone XIII, il pontefice che con la storica enciclica Rerum novarum affrontò la questione sociale nel contesto degli inizi della grande rivoluzione industriale di fine Ottocento. Papa Leone XIII pose le basi della dottrina sociale della Chiesa e difese la dignità di ogni persona e i diritti dei lavoratori».

Anche il tempo attuale non è certo facile.

«Oggi la Chiesa è chiamata a rispondere ad un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, questo comporta nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia, del lavoro e della pace».

Papa Leone XIV - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Papa Leone XIV - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

L’intelligenza artificiale porta certo vantaggi, ma va gestita.

«L’intelligenza artificiale è una nuova forma di potere, che offre grandi vantaggi, ma comporta anche gravissimi rischi, perché non ha né coscienza né cuore. Sarà autentico motore di sviluppo umano e sociale soltanto se resterà dentro l’umanesimo e cercherà il bene comune. È questione che papa Leone XIV intende seguire con attenzione».

Quali sfide attendono papa Leone XIV?

«Papa Leone ha un’ottima formazione dottrinale, lo abbiamo già chiaramente riscontrato nei suoi primi interventi, e una grande esperienza pastorale. Durante il suo pontificato saprà risvegliare le energie buone che vi sono nella società di oggi e soprattutto rafforzerà la fede in Dio in un mondo che cerca di mettere Dio ai margini e di vivere come se Dio non esistesse».

Cosa si aspetta da questo pontificato appena iniziato?

«Leone XIV guiderà la Chiesa con saggezza e fermezza. Avrà un dialogo fiducioso e coraggioso col mondo contemporaneo, nelle sue varie realtà. Sarà un costruttore di ponti e non di muri. Indicherà la strada perché le innovazioni segnino un vero sviluppo a bene di tutti».

Un Papa nato negli Stati Uniti, ma figlio anche dell’America latina.

«Papa Leone conosce bene il mondo intero: è nato a Chicago, ma è stato appunto lunghi anni missionario in America Latina, poi è stato nominato superiore generale dell’Ordine degli agostiniani ed è quindi venuto alla casa generalizia di Roma; fu poi confermato dai suoi religiosi per un secondo mandato. Durante quegli anni viaggiò in tutte le nazioni dove vi erano gli agostiniani. Nel 2015 fu nominato da papa Francesco vescovo di Chiclayo in Perù. Poco più di due anni fa, fu chiamato a Roma come prefetto del Dicastero per i vescovi e creato cardinale».

Il vescovo Pierantonio Tremolada, incontrando i giornalisti, ha invitato papa Leone XIV a Brescia, viaggio che Francesco non riuscì a fare.

«Molto bene l’invito fatto dal vescovo nel solco di Paolo VI. Quando Leone XIV ha incontrato i cardinali dopo l’elezione ha citato le parole che papa Montini, nel 1963, pose all’inizio del suo ministero petrino: “Passi su tutto il mondo come una grande fiamma di fede e di amore che accenda tutti gli uomini di buona volontà, ne rischiari le vie della collaborazione reciproca, e attiri sull’umanità, ancora e sempre, l’abbondanza delle divine compiacenze, la forza stessa di Dio, senza l’aiuto del Quale, nulla è valido, nulla è santo”».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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