È sempre difficile pensare a cosa si possa mai regalare al Papa, mentre è facilissimo sapere quali omaggi possa fare il pontefice. Il governo del papa nasce e si sviluppa tra medioevo ed età moderna come «governo per grazia», ovvero una modalità di esercizio del potere basata sulla concessione discrezionale di favori, dispense e benefici ecclesiastici. Ieri 14 settembre era il compleanno di Leone XIV, che ha compiuto 71 anni.
È stato un compleanno senza particolari celebrazioni: torna alla memoria quello di Benedetto XVI durante il viaggio negli Usa, con la torta sul prato della Casa Bianca il 16 aprile 2008 assieme al presidente G.W. Bush. Ma è stato un compleanno molto indicativo del tipo di pontificato inaugurato quasi un anno e mezzo fa.
Un’importante indicazione è venuta dal motu proprio pubblicato il 14 settembre con cui Leone XIV ha abrogato il motu proprio «Un futuro sostenibile» di papa Francesco del 23 marzo 2021 che decurtava il salario di porporati, capi e segretari dei Dicasteri vaticani (chierici o religiosi). Dopo il parere della Segreteria per l’Economia e dopo «avere esaminato con cura ogni cosa», Leone XIV ha abolito la norma ma senza cancellare quanto applicato mentre la legge era in vigore, incluso il blocco degli scatti biennali di anzianità.
Il taglio aveva riguardato gli stipendi dei cardinali di Curia Romana (una riduzione del 10%); era dell’8% la decurtazione salariale dei dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e dei capi e dei segretari dei Dicasteri; una diminuzione del 3% generalizzata anche per dipendenti chierici o religiosi. Leone XIV dichiara finita l’emergenza e quindi i tagli agli stipendi, non solo quelli dei cardinali.
Non è la prima volta che Leone XIV mostra attenzione verso i dipendenti della Curia Romana e del Vaticano. Già pochi giorni dopo la sua elezione, il 24 maggio 2025, Leone XIV aveva rivolto un discorso distensivo, quasi di riconciliazione tra il papa e la Curia Romana e i dipendenti del Governatorato e del Vicariato di Roma. In quella occasione, Leone aveva anche reintrodotto la gratifica per il lavoro svolta durante il conclave, una consuetudine dei vescovi di Roma che era stata interrotta da Francesco per devolvere quella somma ai poveri.
Queste misure sono il segnale che l’emergenza finanziaria post-Covid è finita e che il Vaticano guarda con maggiore fiducia alle finanze disponibili per l’attività della Santa Sede. Potrebbe essere uno degli effetti della ripresa di un certo flusso di dollari proveniente dagli Stati Uniti. In un articolo pubblicato il 17 agosto, il teologo e giornalista olandese Hendro Mustermann ha indagato sulla cena di Leone XIV con ricchi donatori americani dopo la preghiera per la pace svoltasi il 29 luglio nei giardini pontifici di Castel Gandolfo.
È più intenso che mai il traffico sulla rotta tra gli Usa e Roma – non solo pellegrini, ma anche notabili cattolici, inclusi ricchi donatori e personaggi politici di entrambi i partiti. Ma questo provvedimento è anche il segnale di una diversa politica intra-vaticana da parte di Leone XIV: questa decisione non è una regalia di tipo populista ma anzi è un atto eminentemente anti-populista e potenzialmente impopolare.
Ma Leone XIV legge i segni dei tempi. È finita l’epoca in cui un certo populismo anti-clericale soleva festeggiare a suon di like e di retweet ogni rimprovero o provvedimento punitivo nei confronti delle tonache vaticane, specie quando venivano da papa Francesco. Sappiamo già che Leone XIV non esita a rimuovere prontamente e non meno del predecessore, quando necessario, cardinali e vescovi.
Ma papa Prevost vuole avere un buon rapporto con i quadri dirigenti del Vaticano su cui deve poter contare. Leone XIV è un chierico americano, con una formazione in diritto canonico, noto come buon amministratore: il concetto di good governance è molto importante nella sua visione di Chiesa. In particolare, il buon governo della Chiesa a Roma e del Vaticano ricopre un ruolo diverso e maggiore rispetto a Francesco. Leone XIV è frate agostiniano, uomo di comunità che conosce l’importanza della fiducia reciproca coi suoi collaboratori in una macchina vaticana sempre più globale.




