Opinioni

L’amore di Leone XIV per i piccoli Stati e il rilancio della diplomazia

Il Pontefice visita San Marino: «Un laboratorio di buona politica e di libertà». A maggio era stato nel Principato di Monaco
Michele Chiaruzzi

Michele Chiaruzzi

Editorialista

Il Papa con i Capitani Reggenti - Foto Ansa/Vatican Media © www.giornaledibrescia.it
Il Papa con i Capitani Reggenti - Foto Ansa/Vatican Media © www.giornaledibrescia.it

«Un secolo di dialogo continuo». Dalle parole dei Capitani Reggenti, rivolte a Papa Leone XIV nella Sala del Parlamento sammarinese, emerge un aspetto centrale della visita per il centenario delle relazioni diplomatiche tra San Marino e Santa Sede. Il messaggio del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella la colloca invece nel contesto attuale: «In un frangente storico in cui l’ordine internazionale è vieppiù esposto a pericolose pulsioni verso la legge del più forte, la Sua incessante vicinanza alle comunità di ogni Stato, piccolo o grande che sia, infonde speranza e fiducia nel futuro».

Per il Papa, la visita sul Titano (la seconda in un piccolo Stato dopo quella nel Principato di Monaco lo scorso maggio ndr.) assume un significato ch’egli stesso ha chiarito: «Mi invita a sottolineare il valore peculiare di uno Stato piccolo», quello di «una democrazia più effettiva», «un “laboratorio” di buona politica». Esso è «oggi ancora più prezioso» grazie all’accordo con l’Unione Europea, «la quale potrà trarre grande giovamento dal vostro contributo».

La visita Pastorale di Papa Leone XIV al Meeting per l'amicizia fra i popoli - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La visita Pastorale di Papa Leone XIV al Meeting per l'amicizia fra i popoli - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Questo contributo si riassume nel motto della Repubblica e nel concetto richiamato dodici volte dal Papa: libertà. Così, passando dalla Libertas sammarinese alla libertà «come una pianta che cresce e produce rami e foglie per offrire a tutti ossigeno», il primo Papa statunitense si è posto «di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere». Da qui il richiamo ai fondatori di «città libere e pacifiche» come San Marino, «l’immagine “positiva”, opposta a quella della Torre di Babele».

L’immagine biblica non è ancillare perché, nella Libertas della Repubblica più piccola e antica, egli scorge «un impegno mai venuto meno» per la «diplomazia e il multilateralismo». È qui, difatti, che trova «una particolare consonanza con l’atteggiamento della Santa Sede». C’è allora la comunanza citata dai Capitani Reggenti, «lo status di enclave nella penisola italica», «l’essere parte delle più piccole entità territoriali sovrane»; e c’è la condivisione indicata dal Papa nel «coltivare le relazioni internazionali e promuovere l’intesa delle nazioni, contro le comunicazioni impulsive, le retoriche aggressive e le logiche di potenza».

Questi elementi s’intrecciano nella realtà, «con il sostegno e l’ospitalità al popolo ucraino» e «nell’impegno in favore del diritto internazionale». Sul piano diplomatico è questo «il tributo a San Marino» evocato dal Segretario di Stato Beccari, ricambiato dalla lapide celebrativa posta laddove è il busto di un altro illustre americano e cittadino sammarinese: Abramo Lincoln. Il 7 maggio 1861, in un momento in cui la guerra civile americana suscitava dubbi sulla capacità delle repubbliche democratiche di sopravvivere, Lincoln accettò con gratitudine la cittadinanza onoraria offertagli dai sammarinesi.

Scrivendo in risposta ai Capitani Reggenti, riconobbe nella secolare durata di San Marino la prova che un governo fondato su principi repubblicani poteva essere stabile e duraturo. Come tributo permanente, un busto di Lincoln fu poi collocato all’interno del Palazzo Pubblico sammarinese, recante incisi alcuni dei passi più emblematici della sua lettera: «Benché il vostro dominio sia piccolo, nondimeno il vostro Stato è uno dei più onorati in tutta la storia»

Sul piano dell’umanità, il tributo di Papa Leone XIV alla Repubblica risiede invece in una «nota distintiva della storia sammarinese»: la «cura dell’altro», quell’impegno «coraggioso e lungimirante, a favore della dignità umana e del bene comune», celebrato con la visita nel piccolo Stato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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