Francesco è stato il Papa della rettitudine, della moralità, della semplicità. La risposta che nel 2013 la Chiesa cattolica cercò di dare a una doppia crisi: la sua e quella di un ordine globale vieppiù contestato e fragile. Una Chiesa che rischiava di essere travolta dagli scandali che emergevano a cadenza quasi quotidiana e che era obbligata a fare i conti con le dimissioni di un Papa teologo come Benedetto XVI, il cui erudito conservatorismo mal si attagliava a un XXI secolo dove le certezze occidentaliste e cristiane parevano incrinarsi inesorabilmente.
E un mondo che dopo la sbornia globalista degli anni Novanta si avviluppava in una spirale che sarebbe poi deflagrata con la crisi del 2008 e il fallimento delle guerre Usa in Iraq e in Afghanistan.




