Fact-checking: letteralmente «la verifica dei fatti», una pratica giornalistica tesa a garantire la qualità delle informazioni, nonché la credibilità delle testate che li diffondono, non gode oggi di particolare fortuna. A dire il vero sta da tempo perdendo terreno a motivo da un lato della crisi dell’editoria tradizionale, dall’altro dell’affermazione della Rete, il luogo per eccellenza dell’informazione incontrollata e delle fake news.
Senza contare le crescenti difficoltà dei fact-checker, professionisti del ramo, sottoposti come sono ad una sorta di ripudio, sino all’allontanamento come è recentemente avvenuto negli Usa. Qui la grande imprenditoria dell’informazione, tanto digitale quanto cartacea, non ha esitato ad inchinarsi al vincitore, offrendo il loro scalpo a Donald Trump, che evidentemente non ama la libera e indipendente circolazione delle idee e delle conoscenze critiche.




