Il clima torrido che mette in ginocchio le relazioni politiche

Il caldo eccezionale mette alla ribalta la questione della dignità del lavoro – con le sospensioni nelle prime ore pomeridiane per tutelare gli addetti a mansioni di grande impatto fisico – e i costi che comporta la salvaguardia della salute delle persone. Tocchiamo con mano che il clima non è una variabile indipendente, anzi detta regole che ritenevamo appartenessero ad altre latitudini. E smonta luoghi comuni sulla non capacità di lavoro di aree del mondo lontane.
Il caldo climatico si impasta con il clima torrido delle relazioni internazionali e le rende ancor più problematiche. Tanti invocano la pace, ma a discapito delle condizioni della concorrenza. Quindi lavorano per la competizione appagante a tutti i livelli. Israele, Gaza, Iran, Ucraina, Africa, Cina sembrano inseguirsi nell’aggrovigliare le matasse, mentre si sostiene che si opera per scioglierle nell’interesse condiviso che ridisegna i confini della geopolitica.
L’Italia non è da meno. In queste ore continua lo scontro politico sugli effettivi poteri della magistratura, mentre il governo vuole portare a casa la separazione delle carriere. Il ministro Nordio è al centro di feroci contestazioni che, invece di smontarlo, sembrano spingerlo ad una convinta accelerazione per raggiungere gli obiettivi che la maggioranza si è prefissata e dichiara apertamente. Difficile prevedere quale sarà l’esito della contesa: la competizione è senza esclusione di colpi sotto la cintola, sbandierati come tutela del bene comune.
Altro tema incandescente è l’annoso dilemma della reclamata regolamentazione del «fine vita» per gli inguaribili , che vede contrapposti quanti ritengono sia giunta l’ora di porvi mano e i tanti che propugnano l’intangibilità dell’esistenza umana. Chi lo auspica propende anche per la sua gratuità statuale, che ne consenta l’accesso a prescindere dalle proprie condizioni economiche e lo sancisca come diritto fondamentale.
La presidente Giorgia Meloni insiste nella narrazione dell’Italia come paese guida, pure per le altre nazioni che ne condividono l’appartenenza allo scacchiere occidentale. Detterebbe una linea che è contestata in patria dalle opposizioni, ma che fa scuola all’estero. Le future elezioni regionali in programma diranno quanto consenso raccolgono le sue tesi tra i non elettori e gli elettori in cerca d’autore che li gratifichi.
Meloni ha la corona di spine Salvini: cosa comporterà? Si sente dire: se non la si segue, Giorgia, a chi ci si affida per governare e non per fare pura opposizione? A richiamare la necessità di individuare un interlocutore credibile, per non ingrossare le file di quanti si chiamano fuori, con manifesta preoccupazione per quanto deciderà un quota parte sempre più ridotta, ma elevata ad una funzione decisiva. Meloni tiene aperto il canale del dialogo con papa Leone XIV, consapevole che l’esperienza dei cattolici mantiene una valenza sui comportamenti politici, Ne è convinto pure il primo papa americano della storia: non vuole sedersi sulle curve dell’attualità a fare da spettatore. Sì, sarà un’estate particolarmente calda.
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