Da quando è stato costruito quell’apposito centro in Albania sulla base di un trattato con Tirana, le opposizioni non hanno mancato di criticarlo (anche per la spesa) e i giudici di renderlo inoperativo, ordinando più volte di riportare in Italia i (pochi) migranti trasferiti sull’altra sponda dell’Adriatico. Ora che il governo ha provato a superare le riserve della magistratura con un provvedimento specifico, è intervenuto un ufficio della Corte di Cassazione, il Massimario, che in una sua relazione tecnica diretta ai giudici, ha impallinato il provvedimento sostenendo l’esistenza di varie incompatibilità con tante altre norme, anche europee e costituzionali. Apriti cielo.
Il fatto che la presidente delle Sezioni Unite della Corte Margherita Cassano neghi qualunque intento polemico da parte dei suoi uffici è sovranamente ignorato da maggioranza e opposizione il cui scontro è subito deflagrato. Il centrodestra ha detto, in sostanza: Corte o non Corte noi andiamo avanti, i rilievi dei giudici sono «ideologici», (anzi «da estremisti dei centri sociali», Gasparri), il programma di governo sull’immigrazione non cambia perché su quel programma gli Italiani ci hanno dato il voto. L’opposizione insorge e accusa il governo di voler «smantellare gli organismi di garanzia costituzionale» oltre che di sperperare denaro pubblico. Da notare che un simile scontro era già scoppiato solo pochi giorni fa quando è stato passato al microscopio anche il Decreto Sicurezza.




