L’Albania e le discussioni infinite tra partiti e magistratura

Sulla questione del centro per rimpatri è intervenuto un ufficio della Corte di Cassazione che ha dichiarato l’esistenza di incompatibilità con diverse norme europee e costituzionali
I migranti provenienti dall'Albania - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
I migranti provenienti dall'Albania - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Da quando è stato costruito quell’apposito centro in Albania sulla base di un trattato con Tirana, le opposizioni non hanno mancato di criticarlo (anche per la spesa) e i giudici di renderlo inoperativo, ordinando più volte di riportare in Italia i (pochi) migranti trasferiti sull’altra sponda dell’Adriatico. Ora che il governo ha provato a superare le riserve della magistratura con un provvedimento specifico, è intervenuto un ufficio della Corte di Cassazione, il Massimario, che in una sua relazione tecnica diretta ai giudici, ha impallinato il provvedimento sostenendo l’esistenza di varie incompatibilità con tante altre norme, anche europee e costituzionali. Apriti cielo.

Il fatto che la presidente delle Sezioni Unite della Corte Margherita Cassano neghi qualunque intento polemico da parte dei suoi uffici è sovranamente ignorato da maggioranza e opposizione il cui scontro è subito deflagrato. Il centrodestra ha detto, in sostanza: Corte o non Corte noi andiamo avanti, i rilievi dei giudici sono «ideologici», (anzi «da estremisti dei centri sociali», Gasparri), il programma di governo sull’immigrazione non cambia perché su quel programma gli Italiani ci hanno dato il voto. L’opposizione insorge e accusa il governo di voler «smantellare gli organismi di garanzia costituzionale» oltre che di sperperare denaro pubblico. Da notare che un simile scontro era già scoppiato solo pochi giorni fa quando è stato passato al microscopio anche il Decreto Sicurezza.

Quello che lascia pensierosi è la circostanza per la quale il «modello Albania» che il governo italiano sta sperimentando finora tra mille ostacoli e senza effetti concreti se non quelli della spesa, è guardato con interesse da parecchi paesi dell’Unione europea (e non solo, come potrebbe sospettare il lettore malizioso, da quelli della destra sovranista) che accarezzano l’idea di trasferire all’estero extra-UE la gestione dei migranti illegali. Noi italiani su questa polemica infinita tra politici e giudici abbiamo una esperienza quasi quarantennale ma se qualcuno pensasse che abbiamo un’esclusiva, non dovrebbe far altro che dare un’occhiata a ciò che sta succedendo sull’altra costa dell’Atlantico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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