Opinioni

Grazie maestri, testimoni viventi dell’amore per la conoscenza

Nella Giornata mondiale degli insegnanti, lunedì 5 ottobre, l’incontro in Cattolica sulle sfide della professione: alle 17 l’appuntamento durante il quale verranno anticipati i temi del Festival internazionale dell’Educazione 2027
Luigina Mortari
Due maestre in una classe - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Due maestre in una classe - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Care maestre, cari maestri, non esiste civiltà senza educazione. Non esiste comunità senza chi sappia custodirla, alimentarla, trasmetterla. E voi – ogni giorno, in ogni aula, con ogni sguardo incontrato – siete coloro che tengono accesa questa fiamma. Siete necessari. Non come funzionari di un sistema, ma come artigiani dell’umanità.

La scuola esiste perché esistano persone capaci di costruire comunità e generare cultura. Perché nascano cittadine e cittadini che sappiano pensare con libertà e profondità, che portino nel mondo un’aristocrazia del pensare e dell’agire, non di privilegio, ma di cura, di rigore, di bellezza interiore. E tutto questo non sarebbe possibile senza di voi.

Non vi chiediamo di essere semplici trasmettitori di sapere. Vi chiediamo qualcosa di molto più grande e molto più bello: di essere testimoni viventi dell’amore per la conoscenza. Di appassionare, di accendere, di mostrare con la vostra stessa presenza che vale la pena pensare, vale la pena capire, vale la pena abitare il mondo con intelligenza e con cuore.

Viviamo un tempo difficile. Un tempo in cui il pensiero libero e alto sembra soffocato da oscurantismi e da passioni pericolose, in cui la violenza trova troppe porte aperte e la cultura ne trova troppe chiuse. In questo tempo, voi siete un presidio di civiltà. Un argine. Una speranza concreta e quotidiana.

Sappiamo quanto costi ciò che fate. Ogni giornata in classe è un investimento continuo di energie cognitive ed emotive. Ogni relazione che costruite - con una bambina timida, con un ragazzo difficile, con una classe che fatica a stare insieme - è un atto di cura profonda e instancabile. Un lavoro che non si vede tutto, ma che lascia tracce per sempre nelle vite che attraversate.

Una classe davanti ai suoi insegnanti - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Una classe davanti ai suoi insegnanti - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Volete che i vostri alunni imparino a pensare in modo largo e profondo. Che coltivino sentimenti capaci di nutrire relazioni buone. Che sperimentino l’agire insieme, la responsabilità verso gli altri, la cura del mondo. Questi non sono obiettivi scolastici: sono obiettivi di vita. E voi li perseguite ogni giorno, spesso in silenzio, spesso senza il riconoscimento che meritate.

Per questo vogliamo dirvi, con tutto il cuore: grazie. Grazie per la pazienza che non si esaurisce. Per la creatività che non si arrende. Per la speranza che continuate a seminare anche quando il terreno sembra arido. Siete - noi ne siamo convinti - tra le persone più importanti che esistano in questa società.

Come cittadini che hanno a cuore i giovani e il futuro, ci impegniamo a non lasciarvi soli. A batterci perché abbiate tutto il necessario per svolgere il vostro lavoro con dignità e con gioia. A ricordare – e a far ricordare – che prendersi cura di voi significa prendersi cura di tutti noi. Con profonda gratitudine e ammirazione sincera, con il desiderio di restituirvi almeno un poco di ciò che donate ogni giorno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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