Opinioni

A Giorgia Meloni serve davvero la riforma elettorale?

Manca poco alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma ora qualcuno si chiede – anche nella maggioranza – se la riforma sia utile o dannosa: attenzione alle sorprese
Luca Tentoni

Luca Tentoni

Editorialista

La premier Giorgia Meloni  - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La premier Giorgia Meloni - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

La legge elettorale sarà al centro del dibattito politico, alla ripresa di settembre dell’attività parlamentare. L’obiettivo è di arrivare alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale già nel mese di ottobre. Ora, però, più di qualcuno si chiede, nella maggioranza, se la riforma è utile o dannosa. Infatti, i sondaggi non assicurano a nessuno dei due poli in lizza la certezza matematica di avere quel 42% dei voti che serve per avere il premio di maggioranza, quindi si rischia di arrivare a una ripartizione proporzionale, a un governo di larghe intese ma soprattutto al particolare non irrilevante che col 7% dei voti Vannacci avrebbe un robusto 7% dei seggi, mentre col meccanismo vigente, restando fuori dal centrodestra, avrebbe circa il 4%, attingendo solo alla parte proporzionale.

Non solo: con la nuova legge non ci sono collegi uninominali; quindi, non si può compensare la Lega (che rischia di perdere rispetto al 2022 fra la metà e i due terzi dei seggi, secondo le rilevazioni dei sondaggi) offrendole posti sicuri; i seggi della coalizione sarebbero ripartiti in proporzione ai voti di ciascun partito; quindi, il Carroccio farebbe la fine del vaso di coccio fra due vasi di ferro (FdI e FI). Persino riservare ai leghisti una buona quota del listino del premio di maggioranza sarebbe inutile.

1) I posti sono pochi e non se ne può certo dare la metà o poco meno al partito di Salvini.

2) Non è detto che il destracentro ottenga il 42%.

3) Non è sicuro che, anche arrivando al 42%, la coalizione vinca contro il "campo largo", quindi il premio è aleatorio.

Oggi è tutto diverso: Meloni deve solo cercare di gestire bene la doppia partita proporzionale e nei collegi per vincere le prossime elezioni, ma può compensare Salvini e in parte Tajani con i collegi uninominali, perché nella parte proporzionale Fratelli d’Italia ha più del 60% dei voti di coalizione; dunque, avrà almeno una buona quantità di seggi proporzionale (e qualche seggio uninominale, certo). In pratica, mettendo nel cassetto la legge elettorale si depotenzia Vannacci e si mette al sicuro Salvini (che sarà grato alla premier).

Tuttavia, condurre in porto il progetto di riforma è per Meloni un punto d’onore, in quanto ha già dovuto rinunciare di fatto al presidenzialismo prima e al premierato dopo (accantonando la modifica della Costituzione). La leader di Fratelli d’Italia, però, ha uno spiccato senso pratico e una certa capacità di navigazione politica. Di qui potrebbe sorgere l’ipotesi di far venir meno il disegno di legge elettorale, ma resta il problema di come farlo senza una plateale e ingloriosa marcia indietro. Forse una soluzione c’è. Dopo la sconfitta a scrutinio segreto sulle preferenze, sembrava che il governo e la maggioranza fossero sull’orlo dell’abisso, invece non è successo niente.

Se un altro incidente in Aula affossasse la riforma, ci sarebbero di certo molte polemiche, ma – con la legge di bilancio alle porte – si dovrebbe ben presto cambiare discorso e andare avanti. Quindi, attenzione alle sorprese sulla legge elettorale: qualcuna potrebbe essere sgradevole solo all’apparenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire l'eclissi di luna del 28 agosto.

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA