La presentazione dei Patti digitali Oltremella rappresenta un impegno concreto della città, che nasce dalle scuole e dai comitati genitori, e chiede al territorio – Cdq, Punti comunità, associazioni – di essere corresponsabile, generando una comunità educante, nella quale ci si conosce, si segnala, ci si aiuta. Una delle sfide che si genera è di ampliare la comunità, contagiare altre famiglie con questa attenzione educativa e disseminare consapevolezze rispetto a un’esposizione precoce o smisurata al digitale, che la dottoressa Petrini, del Centro psicopedagogico di Daniele Novara, ha ricordato nel suo intervento.
Gli schermi sono caratterizzati da immediatezza e stimoli continui, mentre la crescita chiede tempi lenti e inattività, condizioni per nutrire la creatività; a un prevalente impiego della vista, la crescita preferisce esperienze multisensoriali ed esplorazioni attive; il gioco virtuale attiva un’attenzione reattiva, mentre il gioco libero allena l’attenzione sostenuta, la capacità di pianificare, immaginare e controllarsi; quando come adulti usiamo gli schermi per calmare o intrattenere, rischiamo di compromettere lo sviluppo di competenze fondamentali per la socialità.

Educare significa creare condizioni affinché bimbi e bimbe abbiano l’equipaggiamento per affrontare le sfide del mondo; questo si può fare condividendo regole, routines, divieti ed essendo adulti presenti, ma alla giusta distanza. Tale postura, declinata nei contenuti del digitale, si traduce nel riconoscere i rischi che corriamo e assumersi la responsabilità di reggere i conflitti che possono generarsi, ciascuna e ciascuno come attore nel proprio ambiente: la casa, la scuola, l’oratorio, il campo sportivo, lo spazio pubblico.
Non risolveremo i problemi connessi a un uso non consapevole del digitale con la sola sottoscrizione dei Patti, ma tenendo insieme azioni complesse, facendo tesoro delle ricerche pedagogiche, riconoscendo luci e ombre del digitale e chiedendoci cosa possiamo fare di diverso per far sì che le nuove generazioni siano educate a vivere nella dimensione «onlife». Non si tratta di rispettare le regole dei Patti, ma di comprenderne il senso e la finalità.
In questa direzione si inseriscono azioni e impegni dell’area delle Politiche educative e giovanili del Comune di Brescia. Da oltre due anni incontriamo i comitati genitori per creare dialogo e metterci a disposizione per sostenere le loro attività, riconoscendo l’importanza della partecipazione delle famiglie alla vita educativa della città. Stiamo creando più occasioni nei luoghi pubblici, facendo più spazio fisico ai bambini e alle bambine, perché le famiglie possano trovare occasioni di socialità. Stiamo, inoltre, tenendo incontri di educazione digitale per sostenere i ruoli genitoriali, laboratori nelle scuole e sportelli psicopedagogici. Questi sono solo piccoli esempi, che si inseriscono in un disegno complessivo che vuole costruire un maggiore benessere sociale.
* Assessora Politiche educative e giovanili e Pari opportunità



