Opinioni

Famiglie, scuole e quartieri insieme per educare al digitale

Il Comune di Brescia spiega i «Patti digitali Oltremella»
Anna Frattini
Una bambina con lo smartphone
Una bambina con lo smartphone

La presentazione dei Patti digitali Oltremella rappresenta un impegno concreto della città, che nasce dalle scuole e dai comitati genitori, e chiede al territorio – Cdq, Punti comunità, associazioni – di essere corresponsabile, generando una comunità educante, nella quale ci si conosce, si segnala, ci si aiuta. Una delle sfide che si genera è di ampliare la comunità, contagiare altre famiglie con questa attenzione educativa e disseminare consapevolezze rispetto a un’esposizione precoce o smisurata al digitale, che la dottoressa Petrini, del Centro psicopedagogico di Daniele Novara, ha ricordato nel suo intervento.

Gli schermi sono caratterizzati da immediatezza e stimoli continui, mentre la crescita chiede tempi lenti e inattività, condizioni per nutrire la creatività; a un prevalente impiego della vista, la crescita preferisce esperienze multisensoriali ed esplorazioni attive; il gioco virtuale attiva un’attenzione reattiva, mentre il gioco libero allena l’attenzione sostenuta, la capacità di pianificare, immaginare e controllarsi; quando come adulti usiamo gli schermi per calmare o intrattenere, rischiamo di compromettere lo sviluppo di competenze fondamentali per la socialità.

L’assessora Anna Frattini - © www.giornaledibrescia.it
L’assessora Anna Frattini - © www.giornaledibrescia.it

Educare significa creare condizioni affinché bimbi e bimbe abbiano l’equipaggiamento per affrontare le sfide del mondo; questo si può fare condividendo regole, routines, divieti ed essendo adulti presenti, ma alla giusta distanza. Tale postura, declinata nei contenuti del digitale, si traduce nel riconoscere i rischi che corriamo e assumersi la responsabilità di reggere i conflitti che possono generarsi, ciascuna e ciascuno come attore nel proprio ambiente: la casa, la scuola, l’oratorio, il campo sportivo, lo spazio pubblico.

Non risolveremo i problemi connessi a un uso non consapevole del digitale con la sola sottoscrizione dei Patti, ma tenendo insieme azioni complesse, facendo tesoro delle ricerche pedagogiche, riconoscendo luci e ombre del digitale e chiedendoci cosa possiamo fare di diverso per far sì che le nuove generazioni siano educate a vivere nella dimensione «onlife». Non si tratta di rispettare le regole dei Patti, ma di comprenderne il senso e la finalità.

In questa direzione si inseriscono azioni e impegni dell’area delle Politiche educative e giovanili del Comune di Brescia. Da oltre due anni incontriamo i comitati genitori per creare dialogo e metterci a disposizione per sostenere le loro attività, riconoscendo l’importanza della partecipazione delle famiglie alla vita educativa della città. Stiamo creando più occasioni nei luoghi pubblici, facendo più spazio fisico ai bambini e alle bambine, perché le famiglie possano trovare occasioni di socialità. Stiamo, inoltre, tenendo incontri di educazione digitale per sostenere i ruoli genitoriali, laboratori nelle scuole e sportelli psicopedagogici. Questi sono solo piccoli esempi, che si inseriscono in un disegno complessivo che vuole costruire un maggiore benessere sociale.

* Assessora Politiche educative e giovanili e Pari opportunità

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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