Opinioni

Enoturismo, dalla cantina una nuova idea di territorio

Il grande potenziale delle aziende vitivinicole e delle loro cantine, sempre più fattore di sviluppo anche per le aree geografiche meno valorizzate
Valerio Corradi

Valerio Corradi

Editorialista

L'enoturismo è generatore e beneficiario della qualità di un territorio
L'enoturismo è generatore e beneficiario della qualità di un territorio

La costante crescita di turisti e visitatori interessati ai vini e ai prodotti tipici locali è una delle tendenze più interessanti degli ultimi anni, non solo per le positive ricadute in termini di volume d’affari e di occupati ma anche perché trova conferma il crescente intreccio tra agricoltura e turismo evidenziando la progressiva costituzione di una filiera ibrida dal grande potenziale anche per lo stesso territorio bresciano.

Per tutto il 2026 si stimano in circa 18 milioni gli italiani coinvolti in esperienze legate al vino, con una crescita di 4,5 milioni rispetto al 2024. Secondo il Rapporto «Gli italiani e le esperienze enoturistiche» (curato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico in collaborazione con Ascovilo), la principale esperienza ricercata dai turisti del vino è la visita a una cantina a conduzione familiare, seguita dall’acquisto di vini a prezzi vantaggiosi.

Emerge poi il grande interesse per la degustazione e la ristorazione in cantina con piatti gourmet in abbinamento ai vini dell’azienda. La cantina si conferma dunque (seppure in una nuova veste) come uno dei luoghi simbolo della storia e della pratica agricola. Col trascorrere degli anni, essa è passata dall’essere un mero spazio di produzione e trasformazione a spazio multifunzionale nel quale conoscere il prodotto, consumarlo e vivere incontri ed esperienze.

Anche nelle circa 180 cantine del territorio bresciano questa evoluzione è particolarmente visibile sia in termini strutturali sia in termini simbolici. Del resto, la citata ricerca evidenzia la rilevanza della dimensione culturale, con il 64 per cento dei turisti che considera il viaggio enoturistico un’occasione di arricchimento culturale e che desidera conoscere la storia e gli aneddoti relativi all’azienda e ai vini prodotti.

Una degustazione in una cantina - © www.giornaledibrescia.it
Una degustazione in una cantina - © www.giornaledibrescia.it

Rispetto al 2021, la crescita più significativa riguarda proprio l’interesse per la storia delle aziende. Un altro aspetto significativo è il livello di soddisfazione dei turisti italiani nei confronti dei viaggi recenti in mete enoturistiche per la qualità del servizio, il rapporto con la comunità locale e il grado di sostenibilità. Proprio quest’ultimo aspetto intercetta una crescente richiesta di tipicità e di eco-compatibilità dei prodotti, e con essa l’esigenza di riscoprire aspetti qualitativi del vino e più in generale del cibo e dei luoghi in cui viene prodotto e consumato.

Si può affermare che l’enoturismo sia al contempo generatore e beneficiario della qualità della vita di un territorio. Oggi è infatti fondamentale l’impegno delle imprese per la riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività e l’avvicinamento dell’eco-sistema agricolo a quello naturale, ma appare evidente che tale forma di turismo risente delle politiche locali attinenti al governo del territorio e al riconoscimento dei marchi di tipicità, e non da ultimo, del modo di guardare al paesaggio rurale dei consumatori e degli operatori.

Lontane da forme di chiusura settoriale, le attività enoturistiche sorte negli ultimi anni si basano sulla virtuosa sinergia tra settori e interessi che fino a qualche decennio fa erano nettamente separati (se non contrapposti), quali attività agricole, attività turistiche, enogastronomia e tutela dell’ambiente, che oggi si configurano come elementi imprescindibili di proposte integrate per la valorizzazione di un prodotto e con esso di un territorio.

Ecco allora che le aziende vitivinicole, con le loro cantine, diventano laboratori di questo connubio tra nuova ruralità, nuove forme di turismo e ricerca della qualità. Si tratta di realtà in possesso di un enorme potenziale, al punto da poter diventare sempre di più un fattore di sviluppo per interi territori, anche per quelli finora poco valorizzati dal punto di vista turistico perché collocati in aree periferiche e meno frequentate.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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