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Il vino «resistente» della Valcamonica premiato a Cortina

Ai Lagazuoi winning ideas mountain awards successo per la cooperativa Alpi dell’Adamello di Edolo e per i suoi vitigni Piwi
Ruggero Bontempi
Una bottiglia di IdòL in cima all’Adamello - © www.giornaledibrescia.it
Una bottiglia di IdòL in cima all’Adamello - © www.giornaledibrescia.it

Ogni anno a Cortina d’Ampezzo si consegnano i Lagazuoi winning ideas mountain awards. I premi, distribuiti in una delle località più celebri delle Dolomiti da una giuria specializzata, nascono con l’obiettivo di raccontare la montagna di oggi e di domani. Vengono assegnati a progetti, prodotti, iniziative, idee e manifestazioni che apportano un contributo d’innovazione al settore della montagna anche in termini di sostenibilità, di inclusione e di responsabilità sociale. Le tre categorie in gara sono Attrezzatura e abbigliamento, Progetti e servizi e Produzioni enogastronomiche e agricole di montagna.

Proprio in quest’ultima il progetto vincitore parla bresciano: a trionfare è infatti stato il vino della cooperativa Alpi dell’Adamello con sede a Edolo. Qui avviene la produzione attraverso esclusivamente vitigni Piwi, varietà resistenti alle principali malattie fungine. Il riconoscimento è stato assegnato in virtù «della coerenza e della visione adottate per sviluppare un modello di agricoltura di montagna sostenibile, nel quale si coniugano la tutela dell’ambiente, la qualità produttiva e l’inclusione sociale, mediante il coinvolgimento lavorativo di ragazzi con disabilità».

Il presidente della cooperativa è il geologo edolese Devid Stain, 40 anni, da pochi giorni presidente anche del Consorzio vini di Valcamonica, al quale abbiamo chiesto di illustrarci i punti salienti del progetto.

Cosa caratterizza principalmente la vostra attività?

Lavoriamo esclusivamente con le varietà resistenti. Abbiamo adottato questa scelta dopo le prime sperimentazioni iniziate nel 2011, sulla base del riconoscimento che in Valcamonica ci troviamo in un territorio montano incontaminato che vogliamo valorizzare e comunicare tramite la produzione di vino con modalità sostenibili e rispettose. La cooperativa vinifica esclusivamente le uve dei propri soci. In vigna la gestione è biologica, facciamo uno o due trattamenti di rame e zolfo all’anno in base all’annata, e a breve vogliamo iniziare la certificazione biologica per tutti i soci conferitori. Ad oggi le aziende che conferiscono sono Il Cardo società cooperativa sociale, Stain Winery e il Prato di Bacco.

Dove si collocano le vostre vigne?

Sono tutte sul territorio comunale di Edolo a quote comprese tra 750 a 915 metri sul livello del mare. La maggior parte è distribuita lungo il versante del Monte Colmo, e la parte restante sul versante a sud di Edolo in zona Costa. La forte escursione termica tra giorno e notte favorisce la concentrazione degli aromi e preserva l’acidità naturale dell'uva.

Un vigneto a Edolo - © www.giornaledibrescia.it
Un vigneto a Edolo - © www.giornaledibrescia.it

Quali sono i vostri prodotti?

Attualmente produciamo un’unica etichetta chiamata IdòL, di varietà Solaris 100%. Il colore è giallo paglierino brillante con riflessi verdolini tipici dei bianchi giovani di alta quota. La cooperativa si occupa del ritiro delle uve da parte dei soci, della vinificazione e della commercializzazione. Tra i nostri soci c’è anche la cooperativa Il Cardo di Edolo, che favorisce il lavoro nei vigneti di persone portatrici di disabilità.

Cosa caratterizza i vitigni Piwi?

La cooperativa Alpi dell’Adamello ha scelto di coltivare da statuto soltanto questi vitigni. Hanno una resistenza naturale alle principali malattie della vite, peronospera e oidio, e consentono di promuovere una forma di coltivazione biologica e sostenibile che azzera l’uso di pesticidi chimici nel rispetto dell’ambiente alpino.

Nota finale: i progetti finalisti sono attualmente esposti al pubblico in una mostra allestita in cima al monte Lagazuoi, nella stazione a monte della funivia a 2.732 metri di altitudine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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