Opinioni

I digiuni e il coraggio: l’impegno per i diritti di Emma Bonino

Apparteneva a una generazione che considerava il proprio ruolo una missione da verificare di persona, non da amministrare a distanza
Marco Frittella

Marco Frittella

Editorialista

Emma Bonino - Foto Ansa/Giuseppe Lami © www.giornaledibrescia.it
Emma Bonino - Foto Ansa/Giuseppe Lami © www.giornaledibrescia.it

Un giorno di tanti anni fa la giovane Bonino, neo deputata radicale, entrò in aula a Montecitorio e, salendo le scale dell’emiciclo per raggiungere in alto la propria postazione, mostrò che aveva ai piedi un paio di zoccoli da mare. Si era in estate e la cosa sarebbe stata del tutto comprensibile, ma solo fuori di lì. La Camera di allora era molto diversa da oggi, e vi dominava un certo rigido formalismo.

Per farla breve, alcuni deputati più zelanti di altri, fors’anche per antipatia verso i radicali, si rivolsero alla presidenza per protestare contro la mise irrispettosa della deputata. A presiedere l’assemblea c’era allora Sandro Pertini, un monumento della Repubblica che aveva in simpatia quegli scavezzacollo dei radicali di Marco Pannella e in particolare Emma, che chiamava «la nostra mascotte». Pertini in aula fece una reprimenda non ad Emma Bonino ma a chi aveva protestato: non erano le scarpe indossate il modo di mostrare rispetto per il Parlamento!

È uno dei tanti episodi che raccontano meglio di ogni curriculum chi fosse Bonino ancora giovanissima, anticonformista, legalitaria, rigidissima sui principi dello Stato ma pronta ad infrangere qualunque regolamento costrittivo. Nel 1975, in piena battaglia per la legalizzazione dell’aborto, si autodenunciò pubblicamente per averne praticato uno clandestinamente. Non cercava comprensione, voleva costringere lo Stato a processarla – disobbedienza civile calcolata, tipica di una stagione radicale in cui si andava in tribunale per attaccare la legge, non per difendersi. Fondò poco dopo il Cisa, che organizzava aborti sicuri all’estero: attività dichiaratamente fuorilegge, rivendicata alla luce del sole.

C’è poi l’episodio di Kabul, settembre 1997. Da commissaria europea guidava una delegazione per denunciare l’esclusione delle donne afghane dal lavoro e dall’istruzione sotto i talebani. Fu arrestata insieme al gruppo, trattenuta per ore, e usò proprio quell’incidente per bloccare all’Onu il riconoscimento del regime talebano. Pochi ministri hanno trasformato un proprio fermo in un’arma negoziale.

Emma Bonino, gli scatti della vita politica
Fotogallery
28 foto
Emma Bonino, gli scatti della vita politica

Meno raccontato, ma altrettanto rivelatore, il suo lavoro da commissaria agli Aiuti umanitari durante le crisi dei Grandi Laghi e dei Balcani, a metà anni Novanta. Mentre l’Europa istituzionale procedeva per comunicati e vertici, Bonino si presentava di persona nei campi profughi ruandesi e nella Bosnia devastata dalla guerra, spesso in anticipo sui suoi stessi funzionari, per verificare che gli aiuti arrivassero davvero e non restassero bloccati nella burocrazia. Chi lavorò con lei ricorda un’insofferenza quasi fisica per le missioni fatte solo di fotografie e strette di mano.

E poi i digiuni: le lunghe astinenze alimentari a fianco di Marco Pannella, (fratello iracondo e forse anche un po’ risentito verso di lei) , il metodo quasi ottocentesco per tenere alta l’attenzione su temi che i partiti preferivano ignorare – giustizia, carceri, diritti civili – lontanissimo dalla comunicazione patinata delle campagne di oggi.

Marco Pannella ed Emma Bonino - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Marco Pannella ed Emma Bonino - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Ministro degli Esteri, vicepresidente del Senato, fondatrice di +Europa, più volte candidabile al Quirinale: gli incarichi istituzionali non l’hanno mai ammansita. Ha combattuto il suo tumore polmonare con la stessa asciuttezza con cui aveva condotto ogni altra battaglia, rivendicando il diritto a non essere ridotta alla propria malattia.

Se ne va in un momento in cui la politica italiana fatica a produrre figure capaci di tenere insieme rigore intellettuale, coraggio personale e presenza sul campo. Bonino apparteneva a una generazione che considerava il proprio ruolo una missione da verificare di persona, non da amministrare a distanza. Manca già, e mancherà ancora di più quando ci si accorgerà di quanto fosse ormai rara.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Argomenti
Emma Bonino

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Rivista BiesseRivista Biesse

Nel numero di settembre e ottobre, in primo piano, la demolizione delle mura venete della città.

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA