Regionali, perché può essere un test decisivo per i partiti

Gli esiti del triplice voto avranno riflessi nazionali di significativa portata
Ai seggi - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Questa sera conosceremo l’esito della tornata regionale parziale finale di quest’anno, che coinvolge il Veneto, la Puglia e la Campania. Sapremo se le previsioni di affermazione della vigilia verranno confermate, quanti elettori si sono recati alle urne, i rapporti di forza all’interno delle coalizioni concorrenti che paiono le vere sfide di prospettiva. Si completerà il quadro delle sette regioni chiamate al voto.

Toscana, Marche e Calabria hanno già confermato gli assetti uscenti. La Valle d’Aosta fa storia a se perché il sistema elettorale prevede prima un voto proporzionale e poi l’indicazione del presidente. Salvo sorprese in Campania – legate a De Luca, il presidente uscente che non vuole uscire di scena, e a Fico, l’ex presidente della Camera, che vuole rientrarvi alla grande insieme ai Cinque Stelle – i conteggi delle attribuzioni ai contrapposti schieramenti non dovrebbero modificarsi. Perché allora tanta attenzione?

Perché, anche se negata a parole, si gioca la patita su come attrezzarsi ad affrontare il quadro politico complessivo, che ha per posta la qualità della continuità del governo Meloni e il destino della contesa tra Schlein e Conte.

La vicenda delle affermazioni a ruota libera, private in contesto pubblico veicolato sulla stampa, del consigliere del Quirinale Garofani sono destinate a non spegnersi con qualche comunicato rassicurante. Piuttosto a testimoniare la portata di uno scontro che non sarà a bassa intensità, ma destinato a rinfocolarsi e a segnare i prossimi mesi. La posta vera è il contenuto prossimo venturo delle istituzioni e della politica nazionale.

Nel destra-centro la competizione tra Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega è pane quotidiano, infarcito di posizioni distinte e concorrenti in politica interna ed estera. Nel centro-sinistra si sommano le competizioni interne al Pd, per rettificare la linea movimentista della segretaria, e il correntismo del Movimento Cinque Stelle, che vuole continuare a dare le carte, moltiplicando peso e portata dei voti che raccoglie.

Quelle che vengono definite come espressioni inopportune del consigliere Garofani sono costrette a pesare sulla dialettica immediata e sulle azioni che seguiranno. Già a partire dal fatto se si dimetterà o meno dal ruolo che ricopre. Non si codificherà la distanza tra Palazzo Chigi e Quirinale, per evitare di sanzionare uno scontro al vertice istituzionale dagli esiti imprevedibili, ma resterà sopra traccia un rapporto che ha manifestato nel tempo più di una complicazione.

Il dato regionale della partecipazione al voto indirizzerà l’attenzione dei partiti. Se proseguirà, nonostante la campagna elettorale martellante che ha visto mobilitati tutti i leader, la lontananza dalle urne, i partiti saranno ulteriormente motivati a privilegiare le scelte che consentono di trattenere e conquistare quanti già hanno deciso di farsi partecipi.

Così le statistiche di flusso tra un partito e l’altro invoglieranno a mettere sotto la lente di ingrandimento le singole specificità. Stasera conosceremo gli esiti di un triplice voto regionale, sapendo che avrà riflessi nazionali di significativa portata.

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