Opinioni

Conti in ordine, salari no: l’Italia perde i suoi giovani

Già penalizzati per la maggiore disoccupazione ed il lavoro spesso precario, i loro livelli retributivi sono incomparabili in un confronto internazionale
Enrico Marelli

Enrico Marelli

Editorialista

Poca crescita e stipendi bassi - © www.giornaledibrescia.it
Poca crescita e stipendi bassi - © www.giornaledibrescia.it

La situazione finanziaria dell’economia italiana è nel complesso soddisfacente (lo spread continua a viaggiare su valori minimi); i veri problemi riguardano l’economia reale: crescita economica, produzione industriale, mercato del lavoro.

La crescita economica continua ad essere troppo debole. Le ultime previsioni disponibili sono quelle del Fmi (aggiornate a gennaio), con una crescita del Pil dello 0,7% sia quest’anno che l’anno prossimo. L’Italia è ultima tra le maggiori economie: perfino la Germania, superata la recente crisi, dovrebbe crescere in modo più significativo (1,1% e 1,5% nei due anni).

Quanto alla produzione industriale, il relativo indice è calato nel 2025 per il terzo anno di fila: -0,2%, un po’ meglio del -3,5% del 2024 e del -2,5% del 2023, ma pur sempre di contrazione si tratta. Le difficoltà riguardano diversi comparti: dal settore automotive al tessile-abbigliamento (in parziale controtendenza sono invece il farmaceutico e l’alimentare). In un contesto già fragile, non hanno certo aiutato i dazi di Trump e c’è il persistente problema del costo dell’energia.

Riguardo al mercato del lavoro, a prima vista gli indicatori appaiono buoni. Gli occupati hanno superato i 24 milioni, con un tasso di occupazione al 62,5%; anche il tasso di disoccupazione è sui valori minimi da anni (5,6%), pur con una disoccupazione giovanile ancora troppo elevata (quasi il 20%).

Comunque, la crescita dell’occupazione – molto forte nel precedente quadriennio 2021-’24 – si era già fermata l’anno scorso (quando l’occupazione totale non si è contratta solo grazie al contributo degli «over-64»). Continua inoltre l’espansione dei lavoratori senior (50-64 anni): i lavoratori in questa fascia d’età sono aumentati di ben 1,5 milioni dal 2020; i più rigidi requisiti pensionistici hanno certamente avuto un ruolo…

Per quanto riguarda le posizioni contrattuali, è vero che l’incidenza dei lavoratori a termine è ora in diminuzione, ma si tratta di pur sempre 2,4 milioni di unità (all’interno di questa categoria i lavoratori interinali sono in espansione, come analizzato per il caso bresciano proprio su questo Giornale la scorsa settimana).

E veniamo all’ultima nota dolente: le retribuzioni. Già basse all’inizio, queste hanno perso ulteriormente negli anni recenti di elevata inflazione. Le retribuzioni contrattuali nel settore privato sono del 6,5% inferiori in termini reali a quelle del 2020. Le cause di questa situazione inaccettabile sono varie: la dinamica della produttività (anch’essa in diminuzione dal 2020), il peso dei settori a basso valore aggiunto (edilizia, turismo, servizi alla persona), l’incidenza delle imprese di piccole dimensioni, le frammentate relazioni industriali (con i conseguenti ritardi nei rinnovi contrattuali).

In questo contesto poco confortante, risalta l’assurda posizione dei giovani. Già penalizzati per la maggiore disoccupazione ed il lavoro spesso precario, i loro livelli retributivi sono incomparabili in un confronto internazionale. Tra tutte le analisi recenti, facciamo cenno a quella (realizzata da Mercier) sugli stipendi dei giovani.

Ebbene, per un neolaureato al primo impiego la retribuzione media si attesta sui 32mila euro annui: solo Spagna e Polonia sono leggermente indietro (ma in forte recupero) e, se si confronta il dato italiano con quello svizzero (90mila euro) od anche tedesco (57mila), non è così sorprendente la continua «fuga di cervelli» che penalizza le nostre giovani generazioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
TemplariTemplari

Storia, arte e itinerari in Italia. Lungo le vie dei cavalieri rossocrociati attraverso le varie regioni.

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Rivista BiesseRivista Biesse

Nel numero di luglio e agosto, in primo piano, la strada per salire in Maddalena.

SCOPRI DI PIÙ